Till. Il coraggio di una madre, di Chinonye Chukwu

Riformula una tragica pagina della storia americana con una messinscena tanto lodevole quanto inefficace e pretenziosa. Brava la protagonista Danielle Deadwyler.

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Il volto della 33enne Mamie Till Bradley riempie lo schermo. Sorride e canta in playback Sincerely del trio The McGuire Sisters mentre è alla guida della sua macchina. Sul sedile del passeggero, Emmett Till, 14 anni, sta al gioco canticchiando anche lui. I due si divertono molto. Emmett si esibisce da solo, mentre Mamie ride e continua a guidare. Improvvisamente, mentre guarda suo figlio, pieno di tanta gioia, il suo volto si abbassa silenziosamente in una seria contemplazione. La scena d’apertura di Till. Il coraggio di una madre è pura sintesi del dolore di una madre impotente, di una popolazione silente da troppo tempo. Un film brutale, che parla di violenza senza rappresentarla in maniera esplicita. Chinonye Chukwu, prima donna di colore a ricevere il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival per Clemency (2019), dipinge un mondo in cui il razzismo e la disuguaglianza sono profondamente radicati, dove i passeggeri neri si spostano doverosamente in coda al treno quando questo si avvicina alla linea Mason-Dixon e l’unica persona che non capisce le regole è Emmett. Che pare aver dimenticato i consigli della madre “Sii Piccolo laggiù”, ricordandogli che nel Sud vigono regole diverse.

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1955. In pieno periodo delle leggi locali ‘Jim Crow’, in vigore in America dal 1877. L’adolescente nero Emmett Till (Jalyn Hall) visita i suoi cugini a Money nel Mississippi. Un giorno flirta innocentemente con la negoziante bianca Carolyn Bryant (Haley Bennett). In seguito viene brutalmente assassinato. Per Mamie, la madre di Emmett (Danielle Deadwyler), il suo linciaggio dà il via a una potente e storica crociata per l’assunzione di responsabilità.

Chinonye Chukwu riformula in maniera efficace la vicenda attraverso la ricerca della giustizia della madre di Emmett, ma distrae con una messinscena tanto lodevole quanto pretenziosa. La patina sempre impeccabile smentisce la bruttezza di ciò che sta sotto. I vestiti da catalogo sempre lavati di fresco; le automobili in perfette condizioni che brillano come se fossero state appena incerate; e nessuna goccia di sudore nella calura del Mississippi, anche nel mezzo di un campo di cotone in una soleggiata giornata di agosto, nonostante ci si muova all’interno di un’arena rovente intrisa di odio, palcoscenico di memorabili pellicole del passato come Mississippi Burning – Le radici dell’odio (1989) di Alan Parker e Fa’ la cosa giusta (1989) di Spike Lee. Nonostante questo, l’esposizione filmica di Chukwu scorre, aiutata anche dalla efficace colonna sonora del compositore polacco Abel Korzeniowski, nominato al Golden Globe nel 2019 per A Single Man di Tom Ford, e autore, tra gli altri, delle musiche di Animali notturni. La regista nigeriana rintraccia la speranza nella tragedia senza mai minimizzarla, e rientrando in un quadro ampio di diritti civili. Till. Il coraggio di una madre è una vetrina straordinaria per Danielle Deadwyler nel ruolo della protagonista, che sfrutta a pieno l’iper-centralità del suo ruolo. L’attrice vista in Ella & John – The Leisure Seeker di Paolo Virzì e Harder They Fall di Jaymes Samuel, eleva una scrittura comune da dramma storico a qualcosa di toccante. Malgrado la sua prova, è stata ignorata dalle nomination alla 95° edizione degli Academy Awards.

Titolo originale: Till
Regia: Chinonye Chukwu
Interpreti: Danielle Deadwyler, Jalyn Hall, Jamie Renell, Whoopi Goldberg, Sean Patrick Thomas, John Douglas Thompson, Gem Collins, Diallo Thompson, Tyrik Johnson, Enoch King, Haley Bennett, Carol J. Mckenith, Elizabeth Youman, Keisha Tillis, Sean Michael Weber, Njema Williams
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 130’
Origine: USA, 2022

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5
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Il voto dei lettori
2 (19 voti)
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