FILM IN TV: "Vampires" di John Carpenter

"Vampires" è un film western travestito da horror. E' ben noto come Carpenter sia un amante del western (di registi come Peckinpah, Hawks e Leone) e come paradossalmente, non sia mai riuscito a girarne uno. Sabato 23 settembre ore 2:00 Italia 1

Non poteva mancare nella filmografia di Carpenter un film dedicato ai vampiri e così il cineasta americano osannato in Europa e snobbato nel suo paese, nel 1998 dà alla luce questa pellicola, anomala nel suo genere, ma indubbiamente dall'impatto visivo straordinario. Carpenter è, a nostro avviso, uno dei pochi registi che negli ultimi trent'anni non ha sbagliato nemmeno un film. Ogni sua opera ha la rara capacità di scardinare l'immaginario e di folgorare lo sguardo. Prova ne è il suo ultimo lavoro presentato lo scorso anno al Torino Film Festival, Cigarette Burns, un viaggio terribile e affascinante nell'inconscio umano.

Vampires è un film western travestito da horror. E' ben noto come Carpenter sia un amante del western (in particolare di registi del calibro di Peckinpah, Hawks e Leone) e come paradossalmente, non sia mai riuscito a girarne uno. Questa passione la si intravedeva sin dagli esordi, con Distretto 13 - Le brigate della morte, Carpenter, attualizza uno dei più bei western della storia del cinema, Un dollaro d'onore, e lo catapulta in una L.A. contemporanea, dove un gruppo di guerriglieri metropolitanii assaltano una posto di polizia per liberare un condannato a morte.

Vampires dunque, o meglio John Carpenter's Vampires, per sottolineare come questi vampiri siano, a tutti gli effetti, delle creature del regista, un'orda di dèmoni succhiasangue che vaga per il New Mexico - alla cui testa c'è Valek (Thomas Ian Griffith), prete messo al rogo secoli prima in Europa - alla ricerca di  amuleto in grado di renderli invincibili. A cercare di sbarrare loro la strada, un gruppo di mercenari capeggiati da un James Wood in stato di grazia. Carpenter, ispirandosi al romanzo di  John Steamley, firma un film decisamente "virile" dove la presenza femminile viene limitata alla sola Sheryl Lee, l'indimenticabile Laura Palmer del serial televisivo Twin Peaks.

Non ci vengono risparmiate scene truci, ma assolutamente necessarie per rimarcare l'impronta robusta e violenta che il regista vuole imprimere alla pellicola, Film compatto, con splendide sequenze girate in un deserto assolato e desolato. Carpenter riesce con  rara efficacia a creare un sinistro contrasto tra la luce diurna e le riprese notturne, non lesinando certo sui momenti di scontro tra vampiri e mortali. La sequenza iniziale, con la squadra ammazzavampiri che si intrufola in una casa per ucciderne i "residenti" è semplicemente da antologia, con i vampiri che vengono letteralmente trascinati fuori con una sorta di arpione meccanico e fatti esplodere alla luce del sole. La psicologia dei personaggi è tagliata con l'accetta, non ci sono sfumature o ambiguità di sorta, capiamo subito chi sono i buoni e i cattivi, un manicheismo però affatto bacchettone che esalta la mitopoiesi di entrambe le parti in causa: umani cacciatori ed entità "vampiriche" sovrannaturali. Horror sporcato di polvere e sangue, dove anche la religione (ed i suoi servitori) non viene risparmiata, ma scaraventata al centro del complotto maligno e demoniaco. Uno dei migliori film sul tema dei vampiri degli ultimi anni, insieme a Il buio si avvicina di Kathryn Bigelow.

 

 

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