CANNES 61 - "Tokyo sonata", di Kurosawa Kiyoshi (Un certain regard)

Esemplare segno di un cinema che lavora sul confine tra visibile e invisibile presente anche nel nuovo horror del cineasta giapponese. Non horror come genere, non stavolta nella filmografia di un regista che in molti altri testi ha elaborato inquietudini e derive dall’interno di quelle espressioni della paura e del mistero. Ma come espressione di un malessere sociale diffuso

tokyo sonataUna famiglia ordinaria nel Giappone contemporaneo. Per un ritratto impietoso, ma con nuovo giorno di speranza in una dimensione sempre meno realistica verso la quale il film si incammina, della società giapponese d’oggi. È Tokyo sonata, il nuovo horror di Kurosawa Kiyoshi. Non horror come genere, non stavolta nella filmografia di un regista che in molti altri testi ha elaborato inquietudini e derive dall’interno di quelle espressioni della paura e del mistero. Ma come espressione di un malessere sociale diffuso. In Tokyo sonata Kurosawa costruisce inquadrature rarefatte e fisiche con le quali documentare un disorientamento urbano radicato ovunque, collocando i personaggi in spazi della precarietà (un luogo di lavoro come un interno familiare). Quelli abitati dalla famiglia Sasaki e da altri personaggi (la maestra di pianoforte, il ladro, interpretato da Koji Yakusho, presente in molti film di Kurosawa). Il padre è stato licenziato, ma tiene nascosta la notizia alla moglie, e continua a uscire regolarmente di casa ogni mattina, incontrando nei luoghi della disoccupazione e della precarietà assoluta (una mensa per poveri in strada, le panchine) altri impiegati nelle sue stesse condizioni. Il figlio maggiore vive spostato nell’attesa di arruolarsi nell’esercito americano, e di partire soldato in Medio Oriente. Il figlio più piccolo scopre una vocazione per il pianoforte da coltivare silenziosamente e in segreto dalla famiglia. E la madre è testimone impotente di quello che accade, la cui vita potrebbe ripartire nell’incontro con un ladro psichicamente instabile…

C’è, come sempre nel cinema di Kurosawa Kiyoshi, il sentimento dolente della perdita, dello sconfinamento continuo in uno spazio parallelo dove i personaggi e il film si avviano, fino a sostare in esso, sospesi in quell’altrove necessario che si amplia ancor più nel fuori campo. Come racconta la stupenda scena finale, l’audizione del ragazzino al conservatorio, ascoltata da una folla sempre crescente attorno al piano e dai genitori, che alla fine accompagnano il bambino fuori da quello spazio, lasciando il set vuoto. Esemplare segno di un cinema che lavora sul confine tra visibile e invisibile.

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf