PROFILI - Akira Ifukube e il ruggito di Godzilla
Scomparso a 91 anni, il creatore di tante colonne sonore per i film di mostri della Toho era uno dei maggiori compositori del cinema giapponese, un artista eclettico e inventivo, capace di sperimentare e fondere sonorità lontane con coraggio e sensibilità

Fa un certo effetto notare come, pur nell'epoca della comunicazione veloce, dove le notizie si susseguono a un ritmo che rende spesso difficile cogliere la sostanza degli eventi, la morte di Akira Ifukube abbia provocato una enorme e sincera commozione in tutto il mondo. D'altronde, pur essendosi ritirato nel 1995, il grande compositore giapponese aveva da tempo assunto i contorni di una vera leggenda e anche se il suo nome continuerà sempre a essere legato alle sonorità realizzate per la saga di Godzilla, i meriti non si fermano certo alle imprese del sauro atomico. Figlio di un sacerdote shinto, Ifukube nacque il 31 maggio del 1914 nel villaggio di Kushiro, sull'isola di Hokkaido, a contatto con la cultura ainu, molto presente nella zona. Forte del rapporto che il genitore aveva intessuto con gli stessi ainu - abbastanza inusuale in una cultura tradizionalmente chiusa come quella nipponica - il piccolo Akira finì per amare in modo molto spontaneo le sonorità della natura e i balli tipici delle popolazioni di pelle bianca. Una caratteristica che lo spinse a rifiutare il facile accademismo in favore di un approccio da autodidatta alla musica. Alcune voci riferiscono che il suo amore per la musica nacque in realtà ascoltando una sinfonia di Wagner alla radio durante l'adolescenza. In ogni caso l'eterogeneo bagaglio culturale lo spinse a intrattenere sempre un rapporto molto eclettico con l'arte, portandolo a contaminare la tradizione musicale del proprio paese con spunti sinfonici di matrice più spiccatamente occidentale.

La sua fama peraltro iniziò molto presto, dal momento che già la prima composizione, realizzata all'età di soli 19 anni, la celebre Japanese Rhapsody, ottenne risonanza internazionale (venne proposta molte volte anche in Europa) spianandogli una strada che nel 1935 lo vide già insignito del premio "Alexander Tcherepnin" come migliore compositore sinfonico giapponese. Il riconoscimento prendeva il nome da un celebre artista russo, che Ifukube conobbe poco tempo dopo e presso il quale studiò composizione moderna per alcuni giorni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale approdò alla Nihon University, dove lavorò come insegnante dal 1946 al 1953. Quasi contemporaneamente avvenne il suo ingresso alla Toho, dove fu invitato dall'amico Fumio Hasayaka, compositore per Akira Kurosawa. Per il celebre studio iniziò a comporre colonne sonore, un impegno che negli anni lo avrebbe portato a firmare oltre 250 titoli (l'Internet Movie Database ne conta 277). Il suo primo lavoro nel settore fu per il film Ginrei no Hate del 1947, interpretato da Toshiro Mifune. Il picco avvenne comunque con la colonna sonora di Godzilla, diretto da Ishiro Honda nel 1954: la complicata gestazione del progetto, dovuta alla cura infusa tanto dal regista quanto dal produttore Tomoyuki Tanaka, sembravano presagire un film innovativo per l'industria, e per questo difficile da musicare, tanto che molti suggerirono a Ifukube di non accettare il compito. Forte del suo eclettismo e della propria caparbietà, però, il grande compositore riuscì a comprendere bene le atmosfere dell'opera forgiando una serie di motivi che si sposarono magnificamente sia all'aspetto avventuroso-catastrofico della storia, sia a quello intimista e drammatico caro a Honda. Nacque così, fra i tanti motivi, l'incalzante e celeberrima "marcia di Godzilla", anche nota come "Godzilla's theme".

Un altro importante ruolo che Ifukube svolse nella gestazione del progetto fu quello di realizzare i suoni della creatura: vari tentativi svolti per tentare di realizzare un convincente ruggito per Godzilla mixando i versi di svariati animali si erano fino a quel momento rivelati vani e infine fu lui a risolvere il problema sfregando un guanto di pelle ruvida sulle corde di un contrabbasso. Dal momento che l'unico strumento di questo tipo disponibile si trovava al Conservatorio Musicale di Tokyo ed era praticamente inaccessibile, Ifukube lo fece trafugare pur di raggiungere il suo scopo. Anche i passi del mostro furono una sua invenzione, ottenuti percuotendo un tamburo tradizionale giapponese con una corda ripiegata più volte.
Oltre a Godzilla, di cui musicò 8 pellicole dal 1954 al 1975, non va sottovalutato anche il suo apporto a un'altra importante saga nipponica, quella del massaggiatore/spadaccino Zatoichi, interpretato dal grande Shintaro Katsu, un connubio che iniziò con il celebre Zatoichi monogatari del 1962 (rivisto peraltro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia). Fra le altre opere da lui musicate ricordiamo anche L'arpa birmana di Kon Ichikawa, del 1956.
Nel 1974 tornò a insegnare presso la Tokyo College of Music, un impegno che si accompagnò alla decisione di abbandonare il lavoro di compositore per il cinema nel 1978 (con il film Ogin Sama). Nonostante negli anni fioccassero le richieste di esibirsi dal vivo con un'orchestra, portando in tour alcuni dei suoi lavori più famosi, Ifukube oppose una serie di rifiuti, salvo poi ricredersi dopo la creazione di Symphonic Fantasia, nel 1984. Nello stesso anno la saga di Godzilla ricominciò con una nuova serie di film (la cosiddetta "serie Heisei") e l'anziano Maestro venne ricontattato per partecipare. Anche in questo caso però la proposta fu rifiutata, pare per alcuni motivi di salute.

Le sibilline affermazioni della figlia, che gli fece notare come il celebre tema della saga da lui creato, continuava a essere utilizzato, lo spinsero infine ad accettare l'incarico per il terzo film della serie Heisei. In realtà il diniego di Ifukube a partecipare ai nuovi capitoli era anche motivato dalla convinzione di non essere all'altezza delle più recenti storie del sauro, molto meno ingenue rispetto a quelle degli anni sessanta e impreziosite dai moderni effetti speciali. Eppure l'esito di Godzilla contro King Ghidorah, che nel 1991 segnò la sua grande rentrée si rivelò straordinario, convincendolo a partecipare agli altri film della saga, fino al 1995, quando Godzilla vs Destroyer con la (momentanea) morte del Re dei mostri segnò la fine del ciclo e la sua decisione irrevocabile di ritirarsi definitivamente.
In tempi più recenti si sono registrate la pubblicazione di un saggio di teoria dal titolo "Orchestration" e, soprattutto, l'assegnazione di alcune importanti onorificenze da parte del governo giapponese, fra le quali svetta la Coppa d'Argento con stemma imperiale, massimo riconoscimento nazionale. La morte è avvenuta l'8 febbraio 2006, a 91 anni in un ospedale di Tokyo per un collasso degli organi interni. Oltre alla perdita per una figura carismatica, che ha influenzato molte generazioni, resta la convinzione che d'ora in poi, quando il caratteristico urlo di Godzilla tornerà a squarciare il silenzio delle sale cinematografiche, il suo suono risulterà un po' più triste. Akira Ifukube era l'ultimo padre del Re dei mostri ancora in vita dopo la scomparsa di Ishiro Honda, Tomoyuki Tanaka e del responsabile degli effetti speciali Eiji Tsuburaya.
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