È morto Johnny Hallyday

Si è spento ieri a 74 anni a causa di un cancro ai polmoni, Johnny Hallyday, celebre cantante francese e tra i maggiori esponenti del rock del suo paese. Una carriera durata circa 57 anni anni fin da quando ha pubblicato il suo primo album, Hello Johnny. tra i maggiori esponenti del rock francese, scopritore di Jimi Hendrix, ha cantanto anche in italiano (Quanto t’amo) e cantato alcuni brani di Adriano Celentano come 24.000 baci. Nel corso della sua carriera ha scritto più di 1000 canzoni.

Ma Johnny Halliday era legatissimo anche al cinema. Forse era già destino visto che la zia Hélène Mar (conosciuta con il nome d’arte di Eleen Dosset) è stata, oltre che cantante, anche attrice del cinema muto. Ha avuto il suo primo ruolo, non accreditato, in I diabolici (1955) di Henri-Georges Clouzot. Nel corso della sua carriera ha lavorato, tra gli altri, con Sergio Corbucci (Gli specialisti, 1969), Jean-Luc Godard (Detective, 1985) e  Costa-Gavras (Consiglio di famiglia, 1986). Ma soprattutto negli ultimi anni, con il suo sguardo inconfondibile e il suo volto che sembrava portarsi addosso tutta una vita, si è imposto con alcuni ruoli che non si dimenticano a cominciare dall’enigmatico rapinatore Milan di L’uomo del treno (2000) di Patrice Leconte agli echi ‘melvilliani’ del suo Costello in cerca di vendetta in Vendicami (2009) di Johnnie To. Il suo nome resta comunque molto legato al cinema di Claude Lelouch, con cui ha girato L’avventura è l’avventura (1972), Parliamo delle mie donne (2014) e l’ultimo Chacun sa vie (2017). Ed è proprio il suo personaggio di Parliamo delle mie donne, uscito solo quest’anno in Italia, quello del fotografo di guerra Kaminsky che vuole riunire la sua famiglia, come se avesse un presagio che la sua vita fosse al capolinea, che diventa soprattutto adesso come uno dei suoi personaggi più emblematici.

 

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