A letto con Sartre, di Samuel Benchetrit

In un mix di generi assemblati in un tono da commedia, non riesce a gestire il senso dell’assurdo dell’atmosfera. L’intreccio narrativo è sgretolato ed è retto dalle efficaci interpretazioni.

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I personaggi di Samuel Benchetrit hanno sempre qualcosa di rotto che li rende estranei al mondo. Sono lontani, appartengono alle loro ferite, al loro dolore. Si muovono come monadi distratte e pensierose, traditi da un’illusione mai veramente compresa. Tramano per raggiungere la felicità, governano piccole isole anarchiche, sono naufraghi, vivono di piccole scoperte, un gesto, una poesia, un ricordo. A letto con Sartre, titolo italiano di Cette musique ne joue pour personne, scritto dallo stesso regista e presentato a Cannes Premiere, comincia dal mare e al mare arriva, dal suo statico mutare forma e racconta in maniera corale delle storie d’amore. Alcune non lo sono ancora, alcune sono impossibili o dimenticate. A volte diventano motivo d’imbarazzo, possono rendere ciechi e far dimenticare uno sbaglio per cadere in un senso di vergogna innocente o colpevole. Al momento del peccato, vi è restituzione dell’essere originario come senso. Le parole di Sartre descrivono in maniera brillante quanto avviene sullo schermo per ottenere un grottesco lieto fine, sintesi di una battaglia romantica fatta di tradimenti e gelosie, di pudore spontaneo e di sorpresa per un cuore che batte all’unisono con il nostro.

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La sottotraccia sentimentale sostiene il resto, le miserie di un malavitoso Jeff de Claerke nel porto di una città del Nord della Francia, a capo di un clan fuori tempo e con una famiglia disfunzionale. Nel cast oltre alla seconda moglie di Benchetrit Vanessa Paradis che interpreta Suzanne, una donna dal disperato bisogno di evadere dalla propria vita attraverso il teatro, ci sono anche Valeria Bruni Tedeschi ed il sempre indecifrabile Gustave Kervern, che ricompongono un sodalizio già visto nel Condominio dei cuori infranti. Da lì arriva il senso dell’assurdo che però non riesce ad essere eadicale ed è più incline alla realtà con i toni da humour nero a stemperare la cornice violenta ed all’esplosione dei temi di fondo, a cominciare dall’arte, redenzione, talismano d’amore, possibilità di guardare con occhi diversi e percepire una nuova luce di cambiamento. Vedere un lato migliore, trovare un senso, aprire un contatto con l’esterno. L’intreccio narrativo è sgretolato, privo di un vero e proprio sviluppo a parte quello fornito dall’insieme delle singole ed efficaci performances attoriali. Sopra cui nasce una tematica meno evidente eppure non meno importante, il passaggio generazionale, il senso del ridicolo del passato, l’indolenza della gioventù, le incomprensioni, i dispetti. E la stessa voglia di baciare qualcuno e di ballare abbracciati stretti come faceva Victoire “Vic” Beretton nel cult Il tempo delle mele sulle note di Reality.

Titolo originale: Cette musique ne joue pour personne
Regia: Samuel Benchetrit
Interpreti: Vanessa Paradis, Valeria Bruni Tedeschi, Joey Starr, Ramzy Bedia, François Damiens, Vincent Macaigne, Gustave Kervern, Bouli Lanners, Jules Benchetrit, Bruno Podalydès, Christophe Reymond
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 107′
Origine: Francia, Belgio 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
Sending
Il voto dei lettori
1.83 (6 voti)
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