Anatar, di Alan Smithee

Commedia fantascientifica poco convincente che fa il verso ad Avatar, seguendo lo stile di Scary Movie, ma con fatica trova la chiave parodistica irriverente e divertente.

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Anatar è una commedia fantascientifica che nasce come parodia del kolossal Avatar, prendendo come riferimento i film dei Monty Python e la comicità di titoli quali Una pallottola spuntata, Robin Hood – Un uomo in calzamaglia e Scary Movie. Rispetto al kolossal di James Cameron, Anatar ribalta i ruoli all’interno della storia. Sono infatti gli alieni ad essere tecnologicamente avanzati e a mettersi in viaggio attraverso lo spazio a causa dei problemi di abitabilità col proprio pianeta. Gli umani, rozzi e violenti, sono il popolo inferiore da conquistare. Il popolo degli Anatar, alieni umanoidi che si sono evoluti dalle anatre, dopo aver portato al collasso il proprio pianeta è alla ricerca di un nuovo corpo celeste da chiamare nido. Nel loro pellegrinaggio spaziale approdano su Pandoro, un luogo dove esseri viventi e natura hanno trovato il proprio strano equilibrio.

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Amore, guerra, astronavi e papere spaziali sono gli ingredienti di questa grottesca fiaba moderna sull’accettazione di ciò che è diverso da noi. “Anatar vuole presentarsi – dice il produttore Salvatore Scarico – come uno degli apri fila di un nuovo genere cinematografico: lo #Spaghetti-Fi. Ci proponiamo di portare in sala e sugli schermi una nuova forma di eredità della parodia all’italiana mantenendo lo spirito ironico di questo genere. Anatar è una commedia brillante, grottesca, fantascientifica e, allo stesso tempo, satirica e osservatrice della realtà. Adatto a grandi e piccoli, il mockbuster di Avatar vi saprà stupire”. Ecco, la parola giusta, “grottesco”. Non certamente surreale, neanche particolarmente divertente, a dire il vero. Si potrebbero aggiungere altri riferimenti cinematografici e televisivi di genere, come Guerre Stellari, Star Trek o Spazio 1999, ma purtroppo non bastano per far risalire la china, permettere alla coraggiosa messinscena di guadagnarsi una posizione di interesse e di richiamo nel panorama inflazionato in chiave parodistica.Nell’ambientazione del 1400, quasi 1500 (all’interno del Parco del Cilento), ricordando una celebre battuta di Non ci resta che piangere, dal pianeta Pandora, reso invivibile dai piumati extraterrestri umanoidi, si giunge a Pandoro, il pianeta villaggio piatto e privo di orizzonti da superare. La crasi “Anatar” è servita, non all’arancia, stavolta alle mele, quelle ambite e agognate dal popolo palmato conquistatore. Alan Smithee è uno pseudonimo, si nasconde e vorrebbe essere irriverente ma non ci riesce, vorrebbe divertire ed imbarazzare all’unisono, il più delle volte annoia. Ma la cosa che rende tutto ancora di più impalpabile e a volte terribilmente infantile, nel senso di teneramente innocuo, è anche la scarsa propensione ad una sana e sincera “visione sgangherata”, che avrebbe sicuramente illuminato lo sguardo o quantomeno lo avrebbe acceso di ingenua e coinvolgente incoscienza.

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Regia: Alan Smithee
Interpreti: Azzurra Rocchi, Raffaele De Vita, Ciro Villano, Walter Lippa, Paolo Perinelli, Giancarlo Del Diavolo, Davide Marotta
Distribuzione: Green Film
Durata: 83’
Origine: Italia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
Sending
Il voto dei lettori
1.9 (10 voti)
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