#Berlinale74 – Incontro con Adam Sandler e il cast per Spaceman

In occasione della presentazione a Berlino del film di Johan Renck, l’attore ha incontrato la stampa nella conferenza di rito, raccontando la propria esperienza sul set. Su Netflix dal 1 marzo

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In occasione della presentazione di Spaceman, in Berlinale Special al 74° Festival del cinema di Berlino e in arrivo su Netflix dal 1° marzo, si è tenuta la rituale conferenza stampa con il regista Johan Renck e gli attori Paul Dano, Carey Mulligan ed Adam Sandler. Le attenzioni si sono focalizzate soprattutto su quest’ultimo, principale interprete della pellicola. Oltre ai tanti complimenti ricevuti, l’attore statunitense ha avuto l’occasione di toccare diversi argomenti, chiaramente mantenendo il solito tono tra il serio e il faceto.

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Sandler, che in una filmografia dominata dalla comicità, sta con gli anni inserendo sempre più ruoli drammatici (da Ubriaco d’amore ai più recenti Diamanti grezzi ed Hustle) ha raccontato qual è stato il suo approccio a Spaceman, opera di fantascienza che racconta il viaggio nello spazio in solitaria di un astronauta, costringendolo ad una performance senza gravità e a dialogare con un alieno con le sembianze di un ragno (la cui voce è quella di Paul Dano): “il mio corpo non è molto flessibile e i cavi mi facevano male. Quando mi lamentavo con gli stuntman che mi aiutavano, non mi credevano. Prima delle riprese io e Paul abbiamo fatto qualche prova, ma quando sono arrivato sul set ho realizzato che avrei dialogato con una pallina da tennis o con una controfigura che si sarebbe mossa in modo strano”.

La solitudine che vive Jakub, il protagonista del film, è un po’ quella che Adam Sandler stesso viveva in scena, dovendo recitare da solo davanti alle macchina da presa, senza neanche gli operatori (le cineprese erano motorizzate e controllate da remoto). “Ogni volta mi domandavo se le macchina fosse accesa. Poi ho visto il film e quindi evidentemente nella maggior parte dei casi lo era” ha aggiunto scherzando.

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Interrogato su quanto di lui ci fosse nel personaggio, ha poi raccontato cosa lo abbia aiutato a creare una connessione con questo. “Spesso metti dei blocchi tra te e la realtà, come se dovessi cercare qualcos’altro senza renderti conto che quello che hai già è bello così, perfetto e stai scegliendo senza un motivo di ignorare tutto ciò. Ci ho riflettuto spesso quando restavo solo durante le riprese. Solitamente non ho così tanto tempo per stare da solo“ ha raccontato Sandler, dando poi un suggerimento a tutti i presenti “Quindi quello che ho imparato è che è molto utile restare da soli nella spazio su una navicella. Consiglio a tutti voi di provare!”.

Alla domanda sul suo film di fantascienza preferito, l’attore non ha avuto dubbi nell’indicare lo stesso Spaceman come il suo prediletto: “Lo guarderei in eterno”. Ad una risposta, come sempre ironica, ha però poi aggiunto un consiglio degno dei più appassionati cinefili: “Un film a cui sono molto legato perché lo vedevo in continuazione con mio padre è Attack of the 50 Foot Woman. Non sono bravo a selezionarne uno solo, ma questo è sicuramente quello che mi fa sempre sentire bene.”

Prima di concludere la conferenza stampa, c’è anche chi gli chiede quali siano i suoi piani per il futuro. Adam Sandler non ha dubbi: “Mi piacerebbe continuare a recitare in film drammatici, ne guardo tanti e li adoro. Magari, se decidesse di richiamarmi, potrei farne un altro con Johan Renck”, il quale ha proseguito rispondendo ironicamente a tono: “Speriamo di no!”.

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