CANNES 60 – "L'avocat de la terreur", di Barbet Schroeder (Un Certain Regard)

Comunista, anticolonialista, di estrema destra ? Quali di queste convinzioni guidano Jacques Vergès? Il regista di origine iraniana, Barbet Schroeder, attraverso questo documentario, prova a sbrogliare la matassa e fare luce sul mistero. Un filo diretto sembra unire la carriera di questo famoso ed enigmatico avvocato francese e la guerra d'Algeria, la nascita del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) e i suoi fondatori, i rapporti con pericolosi terroristi islamici dal dopo guerra ad oggi e con i più potenti dittatori del terzo mondo. È stato sposato con Djamila Bouhired, la rivoluzionaria algerina che fece crescere nel suo popolo la volontà di liberazione dal colonialismo francese ed è stato anche per diversi anni interdetto dalla sua professione di legale. Oggi è un pensatore libero che scrive libri e divulga il suo pensiero di ambigua collocazione. Dal 1970 al 1978 sparisce dalla circolazione e mai ha voluto confessare cosa ha fatto in quegli anni assai turbolenti e violenti per il mondo. A chi gli ha chiesto dove si trovasse, lui si è sempre limitato a rispondere: "Molto ad est della Francia…". Due ore e quindici minuti di ricostruzioni e immagini di repertorio, alcune delle quali assolutamente inedite, messe a disposizione dai servizi segreti a distanza di molti anni, dove più che scoprire un mondo sommerso, lo si immagine ancora più sommerso di quanto si pensasse. Barbet Schroeder (Il mistero Von Bulow, Inserzione pericolosa, Soluzione estrema), filosofo della Sorbonne, viene dai Cahiers du Cinéma, ha lavorato con Jean Luc Godard e ha prodotto i primi film di Eric Rohmer. Attraverso un uomo che ha visto con i suoi occhi gli equilibri del mondo traballare, Schroeder lascerebbe intendere ancora una volta: beati gli scettici e gli increduli se raffredderanno l'ardore omicida della verita' assoluta. Questo sembra dominare il bel documentario del regista/attore, che mette in guardia dalle politiche paurosamente progressiste (e, ahinoi, di sinistra) in cui le crociate, l'umiliazione araba, la colonizzazione, l'arma del petrolio, il conflitto israeliano-palestinese sono un maglio (un pretesto) contro il male capitalista, razzista e guerrafondaio. Il pericolo (gia' fondato) e' di passare dal diritto alla differenza alla differenza dei diritti.