Donne sull’orlo di una crisi di nervi, di Pedro Almodóvar

La svolta decisiva del regista spagnolo, in una commedia che associa al ritmo intensificato della narrazione una grande padronanza nell’intreccio delle diverse trame. Stasera, ore 23.15, Cielo.

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Almodóvar alla svolta decisiva del suo cinema, quella che lo porterà ai clamorosi successi degli anni ’90 e 2000. Già con Matador (1986) e La legge del desiderio (1987), ad una progressiva raffinatezza di scrittura si accompagnava un proporzionale perfezionamento della messa in scena. Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988) è una commedia che associa al ritmo intensificato della narrazione una grande padronanza nell’intreccio delle diverse trame. Un film corale che strizza l’occhiolino alle battute fulminanti della commedia di Billy Wilder e fotografa con l’esaltazione del rosso e del giallo i colori della movida madrilena. Un film fuori dal tempo ma che rappresenta perfettamente la Spagna di fine anni ’80.

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Pur essendo ispirato a La voce umana di Jean Cocteau dal quale riprende il concetto della falsità delle parole disaccoppiate dai sentimenti, il film di Almodóvar stabilisce un metronomo intensificato a partire dai titoli di testa sulle note di Soy Infeliz di Ventura Romero: il ritmo sarà un continuo crescendo fino al climax della scena dell’aeroporto che seda ogni ulteriore scatto ansiogeno.

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Pepa (Carmen Maura) è un’attrice e doppiatrice cinematografica che è follemente innamorata del Don Giovanni Ivan (Fernando Guillen) alle prese con Lucia (Julieta Serrano) la moglie schizofrenica e Paulina l’amante avvocatessa con la quale ha programmato un week end romantico a Stoccolma. Pepa con l’aiuto di Carlos (Antonio Banderas) e della fidanzata Marisa (Rossy De Palma) cerca in tutti i modi di svelare gli inganni maschili e salvare l’amica Candela (Maria Barranco) alle prese con l’infatuazione per un terrorista sciita.

Almodóvar cita immediatamente i classici omaggiando 8 e 1/2 nella presentazione del gran bugiardo Ivan e Johnny Guitar nelle sedute di doppiaggio sfalsato in cui sono impiegati Pepa e Ivan. Le frasi che si scambiano Joan Crawford e Sterling Hayden perdono, estrapolate dal contesto, ogni parvenza di veridicità rivelando la crisi tra Pepa e Ivan. Oltre alla cura meticolosa delle scenografie e degli ambienti (fantastico il modellino dell’attico che ripropone la dualità verità/menzogna dell’immagine cinematografica), Almodóvar impreziosisce il film con personaggi di contorno indimenticabili: il tassista ossigenato (Guillermo Montesinos) che nella sua macchina ha praticamente un intero emporio, la portiera (Chus Lampreave) testimone di Geova che osserva perplessa il via vai di donne travolte dall’esaurimento nervoso, i due poliziotti imbranati vittime del gazpacho corretto con sonniferi, le pubblicità surreali con il detersivo Ecce Homo che fa sparire le tracce di sangue sui vestiti.

Il telefono e la valigia sono i due elementi che ricorrono frequentemente: se il primo in tutte le sue forme (cabine telefoniche, segreterie, il fisso da casa) stabilisce l’impossibilità a comunicare sinceramente tra i diversi personaggi, la seconda metaforicamente rappresenta la pesantezza della legge del desiderio. Pepa e tutte le ragazze del mucchio preferiscono il puro teatro del labirinto delle passioni: si perdono, piangono, urlano, tentano il suicidio, vengono tradite, non trovano più la via d’uscita, ma alla fine risorgono dalle ceneri dei loro incendi sentimentali. Simbolica la scena di Pepa che guarda affascinata il falò nel suo letto o quando su una panchina, citando il James Stewart de La finestra sul cortile, osserva una ragazza alle prese con esercizi ginnici. Grandissimo successo di critica e pubblico, Donne sull’orlo di una crisi di nervi è un rutilante puzzle comico/sentimentale che celebra la vittoria del femminino profano sulla malinconia di rapporti umani destinati all’autoconsunzione. Come ne Il mago di OzNessun posto è bello come casa mia”: quindi possiamo ritornare su un attico madrileno e svegliarci da un sogno dolcissimo in cui l’orgasmo è la gioia di riconsiderare la vita come puro teatro. Non più spettatori vergini ma protagonisti.

 

Titolo originale: Mujeres al borde de un ataque de nervios
Regia: Pedro Almodóvar
Interpreti: Carmen Maura, Rossy De Palma, Antonio Bandeas, Maria Barranco, Fernando Guillen, Julieta Serrano, Guillermo Montesinos, Chus Lampreave
Durata: 90′
Origine: Spagna, 1988
Genere: commedia

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4 (3 voti)
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