I peggiori giorni, di Edoardo Leo e Massimiliano Bruno

Nei quattro corti i due registi manifestano due speculari gradi d’ispirazione: decisamente più riusciti i primi due, mentre gli altri sono impelagati in vuoti attacchi individualistici.

--------------------------------------------------------------
MASTERCLASS DI REGIA ONLINE CON MIMMO CALOPRESTI DAL 5 MARZO

--------------------------------------------------------------

Quando dopo l’ennesima inquadratura in dettaglio sulla salsiccia sfrigolante, seguita da un’altra semi-panoramica sulla piscina cafonal in cui irrompe a più riprese la musica trap “sparata” a livelli insostenibili (escamotage extradiegetico un po’ scorretto perché anche Per Elisa di Beethoven a quei decibel darebbe fastidio), I peggiori giorni mette sullo schermo con spudoratezza la cifra morale della seconda parte dell’ambizioso dittico incentrato sulle vacanze degli italiani. Nella commedia peninsulare degli anni Venti i mostri allora non siamo più noi ma un Loro generico e rassicurante che, come cristallizzò Sorrentino in un’epoca ancora vicinissima, allontana dal Noi qualunque tentativo di seria autoanalisi. Dopo la prima parte di difficile rodaggio, Edoardo Leo e Massimiliano Bruno chiudono il progetto con un secondo film che mantiene la suddivisione in quattro episodi – a questo giro le festività sono Natale, Primo maggio, Ferragosto ed Halloween – e vorrebbe mettere definitivamente il cappello sull’ipocrisia che sottende alle ricorrenze del calendario. Edoardo Leo nei suoi due episodi, Natale e Primo Maggio, si avvantaggia di più da questo innesto di cattiveria e torna a riflettere senza timore sull’origine sociale dei nostri eterni mali caratteriali. I due spunti – un padre che chiede ai tre figli di scegliere tra loro chi debba donargli un rene, un operaio che rapisce un imprenditore per la liquidazione dovutagli – hanno il giusto mordente e sono sviluppati, specie il secondo, senza cedere eccessivamente allo spiccio battutismo. Più che la vetusta condanna in pillole della ritualità festivaliera ecco allora che Leo instrada queste ricorrenze all’interno di un malessere collettivo che trova in un’occasione di forte ansia, quale il Natale per una famiglia disfunzionale ed il Primo Maggio per un imprenditore in bancarotta ed il suo dipendente altrettanto in crisi di liquidità, lo sfogo terminale.

--------------------------------------------------------------
40% DI SCONTO, IL 29 FEBBRAIO! UN’OFFERTA CHE ARRIVA SOLO OGNI 4 ANNI! COGLIETE L’ATTIMO.

--------------------------------------------------------------

Pur sulle corde di un equilibrismo di caratteri gestito con dosi di cerchiobottismo tali che prima di condannare moralmente l’industriale veneto interpretato da Fabrizio Bentivoglio la sceneggiatura gli affibbia un forziere di vergogne nazionalpopolari fin troppo sostanzioso, i primi due corti di I peggiori giorni rappresentano l’apice di questa operazione laboratoriale sullo stato della commedia italiana. Operazione che viene però clamorosamente depotenziata dalla direzione dei successivi due diretti da Massimiliano Bruno che tornano invece ad invischiarsi in individualistici attacchi contro determinate persone che pagano quasi lo scotto di essersi arricchite senza cultura (i coatti ostiensi di Ferragosto) o senza sentimento (il Gildo Falchetti di Halloween, ridicolizzato sin dalla doppietta nome astruso/cognome in diminutivo). Così anche la scelta di cavalcare nel primo segmento un tema di insopportabile e nauseabonda attualità, ovvero le molestie sessuali che due ragazzi compiono ai danni di una loro compagna di scuola ad una festa, viene risolta con una violenta reprimenda alle mancanze educative dei genitori proletari e alle querule ossessioni di quelli borghesi che lascia, come spesso nel nostro cinema più commerciale, da parte i sentimenti dei veri protagonisti di queste storie: i giovani. Che non hanno bisogno solo di carrelli paternalistici sulle loro facce intense di vittime in autonoma riscossa (quale? Bruno sorvola e preferisce chiudere con l’apocalisse evocata dalla demente vegliarda in prevedibile sintonia con la ragazza) o di essere risvegliati dal torpore esistenziale che segue il lutto della madre dall’improvviso riscatto del padre addolorato, ma meriterebbero che qualcuno gli desse lo spazio di raccontare i loro peggiori giorni senza giudizi e senza risoluzioni. Più acerba della loro età è la voglia di univoche risposte che gli adulti si ostinano a coltivare.

 

Regia: Edoardo Leo, Massimiliano Bruno
Interpreti: Edoardo Leo, Massimiliano Bruno, Anna Foglietta, Renato Carpentieri, Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi, Anna Ferzetti, Neri Marcorè, Ricky Memphis, Rocco Papaleo, Giovanni Storti, Sara Baccarini, Marco Bonini, Liliana Fiorelli, Massimo Wertmüller
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 117′
Origine: Italia, 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
Sending
Il voto dei lettori
2.14 (7 voti)
----------------------------
CORSO DI SCENEGGIATURA CON FRANCO FERRINI, DAL 12 MARZO!

----------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative


    Un commento