Il libro delle soluzioni, di Michel Gondry

Si potrebbe obiettare che è un cinema sempre simile a se stesso invece dentro ci sono tutte le infinite variazioni dello stesso film. Divertentissimo, malinconico, imprevedibile, folle.

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Parte da un quaderno di appunti, il libro delle soluzioni appunto, e delle pagine bianche. Possono esserci delle regole che vanno dal metodo di lavorazione al rapporto con la troupe. Oppurepossono restare lì, bianche, in attesa di essere riempite in ogni set. E per ogni film ‘il libro delle soluzioni può essere diverso’. Anche in Il libro delle soluzioni, il ‘cinema nel cinema’ è nella testa di Michel Gondry: piani B disperati dopo che i produttori ti hanno mollato, soluzioni di montaggio in un camion con il volante per mandare avanti e indietro quello che viene filmato e il clacson per tagliare, disegni animati con le vicende di Max le renard che è arancione, viene investito dalla macchina, usa le orecchie come forbici e apre un negozio di parrucchiere. Già in quest’ultimo disegno c’è un film da solo. Invece è un bozzetto, una delle tantissime, vulcaniche idee, da utilizzare o scartare.

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Gondry trova il suo alter-ego nel corpo di Pierre Niney nel ruolo di Marc, cineasta bipolare e paranoico che vuole difendere il suo nuovo film dagli attacchi dei produttori a cui non è piaciuto il girato. Accompagnato dalla sua montatrice, fugge a casa della zia che abita nella zona delle montagne delle Cévennes per finire il film come lo vuole lui. Ma deve affrontare un ostacolo dietro l’altro a cominciare dal fatto di fare pace con sé stesso.

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Ha il ritmo e le gag di un cartoon con frequenti omaggi al cinema muto come nella scena in cui Marc dirige l’orchestra attraverso i movimenti del proprio corpo. A otto anni dal suo ultimo film, Microbo & Gasolina del 2015, Gondry inanella una serie di idee esplosivo che si scontrano una contro l’altra. Il libro delle soluzioni è l’elogio della creazione, la nostalgia per un cinema artigianale dove le soluzioni possono essere trovate sul momento attraverso un uso efficace degli oggetti come nel modo in cui il protagonista crea la pioggia con due innaffiatoi. Ci sono dietro i Lumière di L’arroseur arrosé? Il set diventa una polveriera: arriva Sting, torna ancora una zia come in L’épine dans le coeur che diventa ancora una figura umanamente fondamentale nella vita di Marc. Ci si perde, ci si innamora. C’è il cinema, c’è la vita di tutti i giorni. Non c’è più distinzione.

Si potrà obiettare che il cinema di Gondry è questo e tende a ripetersi. Il libro delle soluzioni rappresenta ancora invece le infinite variazioni dello stesso film. C’è il tentativo di salvare il cinema a tutti i costi ed ecco che ritorna ancora il tema della memoria che non vuole essere cancellata, da Se mi lasci ti cancello a Be Kind Rewind. Gli acchiappafilm, dove le vhs cancellate in un negozio di vhs diventano ancora quelle pagine bianche da riempire. Divertentissimo, malinconico, imprevedibile, folle. Ogni inquadratura è una sorpresa, uno scatto improvviso in un cinema alla ricerca di regole e la sua genialità è proprio non trovare la soluzione per scegliere altre strade. Potrebbe essere la possibile versione di Effetto notte in stop-motion in pura versione Gondry. Per Marc come per Ferrand/Truffaut il cinema è totale dipendenza.

 

Titolo originale: Le livre des solutions
Regia: Michel Gondry
Interpreti: Pierre Niney, Blanche Gardin, Vincent Elbaz, Camille Rutherford, Françoise Lebrun, Frankie Wallach, Dominique Valadié, Lucas Noël
Distribuzione: I Wonder Pictures. In collaborazione con Unipol Biografilm Collection
Durata: 102′
Origine: Francia, 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.2
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Il voto dei lettori
3.6 (5 voti)
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