LETTE E… RIVISTE – Una commedia ci salverà: intervista a Jason Reitman

Jason ReitmanUn padre acchiappafantasmi e un film che ha fatto discutere. Poi la telefonata di un amico e la sceneggiatura scritta da un ex spogliarellista. Nasce così Juno, ed è ancora una volta commedia. Jason Reitman svela a Filmstart il segreto dei suoi film, nascosto dietro un umorismo che guarda ai film di Judd Apatow. Per provare a riflettere, con la speranza che i teenager non abbiano fretta di crescere e che gli uomini ricomincino a comunicare

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Jason Reitman[…] Un tipo estremamente simpatico, sulla trentina, ci saluta. La barba incolta e la T-Shirt sgualcita di una qualche band musicale, lo fanno sembrare un classico nerd, uno di quelli che non sono mai cresciuti per davvero. […]

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Come è arrivato a girare Juno?

 

È cominciato tutto con la famosa telefonata. Un amico pensava che dovessi leggere questa sceneggiatura. Gli domandai di che cosa si trattasse e lui mi disse che era una teen comedy, scritta da una ex spogliarellista. Allorché dissi "okay, perché dovrei leggerla?" Lui pensava che fosse semplicemente grandiosa. Allora ho tenuto lo script, l’ho letto e appena superata la metà ho saputo che avrei girato questo film. è perfetto. Avevo amato lo script, per come mi aveva sorpreso e divertito; allora ho smesso di lavorare alla mia sceneggiatura e ho girato Juno.

 

Come descriverebbe lo speciale e singolare umorismo di Juno?

 

Penso che sia una commedia che fa riflettere e che segua la strada già aperta da film come Election, A proposito di Schmidt e Sideways, di Alexander Payne […]. Erano questi i film che avevo davanti agli occhi.

 

Jason Reitman e Ellen PageJuno è molto matura per la sua età. Conosce donne come lei?

 

Ne conosco una in particolare: Ellen Page. È incredibilmente perspicace. Ha l’aspetto di una dodicenne, ma ragiona come se avesse 800 anni. È come Yoda.

 

Credo che il film si inserisca nella scia della “commedia umanistica” di Judd Apatow. Pensa che nel frattempo si stia formando un pubblico per questo tipo di umorismo?

 

Quello che mi piace dei film di Judd è che ha superato le barriere che stavano attorno alla definizione di star del cinema. Prima se volevi fare un film avevi bisogno di una star. Lui ha cambiato il sistema e oggi c'è bisogno che un film sia un buon film, per essere visto. […] 

 

Quali esperienze personali dei tempi del liceo ha inserito nella storia?

 

Dunque, io stesso correvo molto, come Bleeker, ed ero sempre un outsider come Juno nel film. Ma non ho mai dovuto affrontare una gravidanza in età adolescenziale… non che io sappia.

 

I corridori appaiono spesso nel film …

 

Sì, c’erano nella sceneggiatura ed io ho sviluppato la cosa ulteriormente; spuntano di continuo, perfino in scene nelle quali non sarebbero dovuti essere. Mi piaceva l’idea che le cose “continuassero a correre”, come nella vita reale.

 

JunoChe cosa si dice nel suo film del rapporto genitori figli?

 

Penso che il film abbia non tanto a che fare con la gravidanza, ma piuttosto con il momento in cui si diventa grandi. Bleeker è il simbolo dell'ingenuità, Mark rappresenta l’adulto. Juno, come tante ragazzine teenager, flirta con l'idea dell’essere adulti: è una sedicenne cresciuta troppo in fretta. Mark è un altro esempio: un trentenne che ha paura di diventare adulto. Vanessa rappresenta un altro fenomeno interessante: una trentenne che non può sentirsi adulta, senza diventare madre. Mark e Juno quindi non flirtano in senso amoroso, ma ciascuno con il ruolo che l’altro ricopre. Per questo motivo la cosa finisce: Juno sceglie l’ingenuità. Nel finale va in bicicletta e suona la chitarra con un amico. Per me questo è il messaggio di speranza del film: i teenager che scelgono di vivere la loro fanciullezza, perché consapevoli che questa età prima o poi finirà.

 

[…]

 

Ho letto che lei aveva in casa sua delle fotografie come quelle sulla scalinata, dove tutti posano in bianco.

 

Esatto. È una cosa così traumatica. Spaventosa. Avevamo jeans, t-shirt bianche e Ray- Ban. Nauseabondo.

 

In che modo ha reagito al suo film la destra cattolica americana?

 

L’ha adorato! Io penso che non spetti a me dire alla gente quello che deve Juno_locandinapensare. Mi piacerebbe farla ridere, ma un film è sempre uno specchio in cui riflettersi. È successa la stessa cosa con Thank you for smoking. In quel caso, sia i liberali che i conservatori pensarono che quello fosse il “loro” film. […] Nel film non c’è quello che penso io, c'è Michael Moore per questo. […] Nonostante i pregiudizi nei confronti dei miei film siano così grossi: “Una commedia sul fumo o sulla gravidanza adolescenziale? Suona strano.” Dopo vanno al sodo e gradiscono il film per altri motivi. Per questo i miei film “arrivano” a così tante persone.

 

Vuole rimanere nell'ambito della commedia?

 

Sì, io adoro le commedie. Mostrano a chi le fa, la strada per parlare di cose di cui non si può parlare; il genere drammatico non funziona altrettanto bene. Prendete The Insider di Michael Mann. Che cosa sostiene? Che le sigarette fanno male, okay; che l'industria del tabacco è cattiva. Chiaro. Thank you for smoking può andare oltre, perchè è una commedia. Mi piace l’umorismo che riflette su temi delicati.

 

[…]

 

Com’è stato lavorare con Kyma Dawson, una delle icone indie, che ha composto la colonna sonora?

 

Cercavo un sound particolare per il film ed Ellen Page mi ha fatto conoscere la sua musica. Ha funzionato perfettamente.

 

Jason Reitman e Diablo CodySta lavorando nuovamente con Diablo Cody (l’autrice della sceneggiatura). Dove la condurrà questo progetto?

 

Immagini che Juno fosse indemoniata e cominciasse a divorare i suoi compagni di scuola. Produrrò il film, la sceneggiatura è di Diablo e Karyn Kusama, che in passato ha messo in scena Girlfight, sarà alla regia.

 

Allora si è divertito a lavorare con Diablo Cody?

 

Sì, moltissimo. Ha un talento fuori del comune, è una persona meravigliosa e abbiamo entrambi lo stesso senso di humour nero. […]

 

Ci sono secondo lei dei limiti che l’umorismo non può superare?

 

Non credo. Penso invece che l’umorismo faccia aprire gli uomini, che li faccia parlare tra loro e questo è un bene. Dobbiamo comunicare tra di noi, c’è troppa censura e troppo poca comunicazione. Quando i film riescono ad aprire una strada alla comunicazione, lo fanno sempre attraverso l’umorismo.

 

"Humor öffnet die Menschen", di Lars Tunçay – da Filmstart di aprile 2008

 

http://www.filmstart.biz/archiv_themen/reitman_jason_in_gespraech.shtml

Traduzione di Giovanna Canta

Una neo-nata rivista che si pubblicizza in copertina per essere "Il biglietto d'ingresso per il cinema del mese". Questo è Filmstart, mensile cinematografico tedesco, di base ad Oberhausen, a 30 chilometri a nord di Düsseldorf, nella Nord Reno-Westfalia. All'interno del giornale dal piccolo formato, si possono trovare le schede di tutti i film del mese, con un breve riassunto ed il relativo commento critico. Poi, approfondimenti su temi diversi, interviste e corrispondenze dai festival. Due pagine dedicate alle novità dal mondo del cinema ed una breve sezione sempre aggiornata sulle uscite in Dvd. Insomma, una vera e propria guida per i cinefili tedeschi, ma non solo. 

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