Nicolas Roeg, un cinema rosso shocking

Si è spento venerdì 23 novembre a Londra, a 90 anni Nicolas Roeg. Direttore della fotografia per Roger Corman (La maschera della morte rossa, 1964), Richard Lester (Dolci vizi al foro, 1966; Petulia, 1968), François Truffaut (Fahrenheit 451, 1966) e John Schlesinger (Via dalla pazza folla, 1967), esordisce dietro la macchina da presa con Sadismo (1970), codiretto con Donald Cammell, che vede tra i protagonisti James Fox e la rockstar Mick Jagger. Nella vicenda di un giovane gangster in fuga che si rifugia in uno scantinato dove ci sono anche un ex cantante drogato con le sue due amanti, emergono alcune componenti riconoscibili del suo cinema: la parabola sul potere, il rapporto tra sesso e morte e la rappresentazione della follia che emergeva anche attraverso uno stile psichedelico. Dirige poi L’inizio del cammino (1971), dal romanzo di James Vance Marshall, ritorno alla civiltà di una ragazzina e il fratellino dopo il suicidio del padre grazie all’aiuto di un aborigeno. Con A Venezia…un dicembre rosso shocking (1973), dal racconto di Daphne de Maurier, sono ancora i fantasmi della morta che avvolgono l’esistenza di un restauratore e la moglie e che trasformano Venezia sospesa in una realtà soprannaturale che s’incrocia con le forme del thriller.

Le immagini nel cinema di Roeg sembrano spesso riprendere nuove forme, soprattutto attraverso le sperimentali e libere associazioni nel montaggio attraverso la tecnica del cut-up. Quasi un infinito puzzle densi di citazioni, associazioni, premonizioni. I suoi personaggi sembrano sempre degli alieni che subiscono il mondo che attraversano e, contemporaneamente, lo plasmano nuovamente. Come l’extraterrestre (interpretato da David Bowie) che diventa un ricco industriale in L’uomo che cadde sulla terra (1976) tratto dal romanzo di Walter Trevis o del fortunato cercatore d’oro che vive in un’isola dei Caraibi ma è geloso della figlia che ha sposato un playboy francese in Eureka (1983).

Nel 1980 la sua strada s’incrocia con quella di Theresa Russell in Il lenzuolo viola, un labirintico e torbido melodramma ambientato a Vienna. L’attrice, che diventa sua moglie nel 1982, sarà la protagonista di gran parte dei suoi film successivi. Interpreta la figlia di Gene Hackman in Eureka, la svampita attrice (che potrebbe richiamare Marilyn Monroe) degli anni ’50 nell’allucinata commedia La signora in bianco (1985) scritta da Terry Johnson, la casalinga frustrata che è turbata dall’arrivo di un ragazzo che dice di essere suo figlio in Mille pezzi di un delirio (1988) e la vedova ormai legata a un altro uomo che vede ricomparire il marito nel thriller Oscuri presagi (1991). L’ha inoltre diretta anche nel film collettivo Aria (1987).

Porta poi sullo schermo il romanzo di Roald Dahl nella favola macabra Chi ha paura delle streghe (1990) con Anjelica Huston e l’omonimo romanzo di Joseph Conrad in Cuore di tenebra (1993), realizzato per la tv, con John Malkovic e Tim Roth. Sempre per la televisione, dove lavora spesso, dirige una versione di Sansone e Dalila nel 1996. L’ultimo suo film è stato il fantasy/horror Puffball (2007).

 

L’INIZIO DEL CAMMINO (1971)

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A VENEZIA…UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING (1973)

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L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA (1976)

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EUREKA (1983)

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CHI HA PAURA DELLE STREGHE (1990)

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