Pesaro 50 + 1 – Incontro con Paul Vecchiali

Il nuovo film dell’ottantacinquenne Paul Vecchiali, Nuits blanche sur la jetèe nasce da un incrocio di testi, Dostoevskij, ma anche Luchino Visconti, Robert Bresson e Max Ophüls. Un incontro fatto di frizzante e giovanile verve, idee chiare sul cinema e sul suo lavoro futuro. Disponibile e generoso nei confronti di un pubblico attento e partecipe.
Com’è avvenuto l’incontro con Dostoevskij e con gli altri film che hanno trasposto il racconto Le notti bianche?
Ho visto a distanza ravvicinata i film di Visconti e Bresson e li ho trovati bellissimi e quindi ho letto il racconto di Dostoevskij, l’unica tra le sue opere che non conoscevo. Leggendo Le notti bianche la bellezza di questi film è stata confermata, ma dopo avere letto Memorie dal sottosuolo che era nello stesso volume, ho capito che la mia interpretazione era completamente diversa. Ho percepito la vicenda come un possibile sogno, perchè il protagonista è un masochista e avrebbe potuto inventare il personaggio femminile per fomentare il suo dolore che lo avvia al finale con l’angoscia della perdita.

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Come ha scelto di narrare tutto questo?
Così come Pollicino ho lasciato delle tracce per la strada così nel

Nuits blanche sur la jetee

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mio film ci sono molti piccoli indizi. qualche esempio di briciole disseminate: all’inizio ilpersonaggio femminile è sempre nell’oscurità ed è sempre il personaggio maschile che la porta alla luce, il personaggio femminile è illuminato in modo particolare e il personaggio maschile è in oscurità, ma il sonoro del personaggio femminile si affievolisce e sparisce; spesso il personaggio maschile si trova al posto del personaggio femminile. Quando poi qualcuno crea una creatura sovente questa si rivolta contro il suo creatore, così nella sequenza del ballo, lei lo spinge fuori dall’inquadratura.
Gli adattamenti letterari sono frequenti nella sua filmografia, come ha lavorato con i due testi di riferimento, quello letterario e quello filmico?
Ho cercato di rispettare al massimo il testo di Dostoevskij, circa l’80% è ripreso integralmente, l’ho solo modernizzato anche attraverso l’uso del cellulare e per esempio la scena del ballo che non sono certo ci sia nel testo, ma sicuramente nel film di Visconti si e per offrire la mia interpretazione del testo, a partire dalla questione del masochismo, ho aggiunto il prologo, da me interpretato che totalemente tratto da Memorie del sottosuolo.

 

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Paul Vecchiali, Incontro Pesarojpg

Paul Vecchiali, Incontro Pesarojpg

Le scene diurne sono tutte girate con l’I phone questo festival è sempre stato attento alle nuove forme di cinema e alle nuove tecnologie. Che rapporto hai con queste nuove tecnologie?
Un mio amico direttore della fotografia mi ha spinto a provare nuove tecnologie già nei precedenti. L’I phone nel film mi è sembrato utile per le scene diurne e il 5D per le notturne, con l’obiettivo 35mm.
Quale è stato il suo rapporto con gli attori?
Ho chiesto agli attori di studiare il testo per tre mesi in modo da poter fare un solo ciak per ripresa. Anche perchè penso che un testo come questo non debba essere rivistato da una interpretazione psicologica alla quale gli attori si rifarebbero automaticamente in una seconda ripetizione della scena. Ma questo lo penso in generale. Quindi in genere si è girato solo una volta la stessa scena e se si è girata più volte è stato solo per problemi tecnici. Non sono affatto intervenuto sugli attori, la mia unica indicazione all’inzio del film è stato sul ritmo della recitazione. L’altra indicazione è stata sui possibili imprevisti rumori di sottofondo che avrebbero dovuto diventare “naturali” nelle riprese. Così è stata bravissima l’attrice a improvvisare ogni volta che si è reso necessario per esempio dicendo: è il tuo l’aereo che passa? e così via. Sia io che i tecnici siamo stati davvero toccati non solo dalla bravura, ma anche dalla loro capacità di diventare parte del progetto. È come un passaggio di testimone, è come dire all’attore: il film è tuo, ora tocca a te.
La rigidità del personaggio maschile si contrappone alla mobilità femminile…
Si, ho chiesto all’attore di rifarsi all’interpretazione di Louis Jourdan del film di Ophüls.
Era necessario l’inserto in bianco e nero?
In tutta la mia carriera ho saputo sempre esattamente cosa farò in fase di montaggio, che per me è solo una formalità. In quella sequenza cambiava il luogo dell’azione e quindi era necessario sottolinearlo.
Come e quando sceglie di mettersi davanti davanti alla

Paul Vecchiali, Pesaro

Paul Vecchiali, Pesaro

macchina da presa? È un modo per condividere ancora di più il film?
La prima volta che sono stato presente in un mio film del tutto accidentale, mancava l’attore. In seguito è diventato un divertimento. adesso è condivisione e a volte sono gli attori dirigere me e spesso è molto importante questo scambio per la riuscita del film. Nel fim appena finito ho un piccolo ruolo, nel mio prossimo sarò protagonista.
Questo film quanto è costato? L’uso delle luci artificiali vuole segnare ancora di più il film come notturno? Gli interpreti sono prevalentemente attori di cinema o di teatro?
Il film è costato 120mila euro. Gli attori lavorano per lo più nel cinema. La visione in piazza non era adeguata, ma ho apprezzato le numerose “aggressioni” luminose: delle insegne, del trenino [turistico che circolava in piazza n.d.r.].
La sceneggiatura era rigida?
Si solo i rumori imprevisti non erano contemplati, volevo fare un film iperclassico con una sceneggiatura moderna e sotterranea.
Il film appare ipermodernista e come tale rappresentante di una poetica rivoluzionaria…
È esatto, ma l’ho capito dopo, mi proibisco di sapere quello che faccio, mentre lo faccio. In quel momento conta solo la tecnica. Dopo capisco quello che ho fatto e ho fatto sempre i film “contro qualcosa”.
Tra gli illustri precedenti autori che hanno lavorato sullo stesso testo a quale si sente più vicino?
Mi sento al centro tra Bresson e Visconti.
Nel suo film appare evidente il desiderio di astrarre l’amore depurandolo dai sentimenti…
Vi invito a vedere il mio prossimo film in cui l’astrazione dell’amore è ancora più forte.

nuits-blanches-sur-la-jetee-vecchiali-2014

nuits-blanches-sur-la-jetee-vecchiali-2014

Presentando il film lei ha raccontato che aveva in progetto di girare con Pasolini…
Pasolini quando ha visto Femmes femmes mi ha detto che era il film più bello che avesse mai visto, mentre io non amavo i suoi film, a parte Uccellacci e uccellini. Gli dicevo: tu sei un rivoluzionario, dunque devi posizionare la camera in un posto preciso e non girare con più macchine da presa e fare iol film in fase di montaggio. Infatti Uccellacci e uccellini è l’unico film girato con una sola mdp. Così abbiamo deciso di fare un film insieme. Io alla regia e lui alla sceneggiatura e al casting. La storia di Gilles de Rais in cui Giovanna d’Arco avrebbe finalmente finalmente! avuto un ruolo secondario. Ma Pasolini morì tre giorni prima di firmare il contratto. Penso che Pasolini fosse un poeta eccezionale e un cineasta alla ricerca di se stesso. Un uomo che pur avendo incontrato solo quattro volte, sono sicuro che sarebbe potuto diventare il mio migliore amico.
Secondo me ci sono varie categorie di cineasti, ma soprattutto cineasti che “servono a se stessi” e cineasti che “servono” e in particolare “servono” i personaggi.
Conosci le teorie di Pasolini sul cinema in cui lui voleva tenere distinte le sue due personalità.
Si addirittura io penso che Pasolini avesse paura del cinema e ritengo molto commovente che un artista abbia paura dell’arte con cui vuole esprimersi.