TELEFILM – 24: The final countdown
Jack Bauer, l'ultimo adrenalinico giorno arriva su FX. Siete pronti? Un’anticipazione dal numero di settembre di TelefilmMagazine
di Marco Goi
Ci sono serie che hanno segnato e definito in maniera cruciale l'ultimo decennio, a livello televisivo quanto sul piano della pop culture. Il supercult Lost, ovviamente, con la sua versione mystery e metafisica di un reality show estremo alla Survivor; ma anche Nip/Tuck, capace di coniugare un esistenzialismo da crisi di mezza età alla American Beauty con un revival dell'estetismo anni '80 più sfrenato (e non a caso passato di moda appena lo spettro della crisi economica si è affacciato all'orizzonte). E poi 24, la serie che meglio di ogni altra ha saputo trasportare su schermo le paure e le angosce dell'America post 11 settembre. Paradossalmente, l'idea per la serie è nata prima degli attentati alle Torri Gemelle, ma è difficile dire se le storie dell'agente anti terrorismo Jack Bauer (Kiefer Sutherland) avrebbero potuto guadagnare lo stesso successo di pubblico e critica in circostanze storiche diverse.
24 non è comunque stato solo il telefilm giusto al momento (tragicamente) giusto, ma si è dimostrato un prodotto rivoluzionario anche narrativamente parlando. L'idea geniale alla base della serie è infatti quella di raccontare “la vita in diretta”: esatto, proprio come cerca di fare anche il magnifico programma di Raiuno! Stagioni composte da 24 puntate che ci raccontano le 24 ore consecutive nelle vite degli agenti del CTU e dei membri del governo americano, in giornate ricche di eventi drammatici per la nazione, come e più dell'11 settembre stesso. Il tutto senza pause. O giusto le pause per andare in bagno, per lo spettatore quanto per Jack Bauer (che invece non riesce mai a farsi una sana e riposante pausa-sonnellino!). Un racconto avvincente e adrenalinico impreziosito da un uso massiccio di split screen (uno dei tipici marchi di fabbrica della serie) che rendono alla perfezione l'idea di contemporaneità. La vita in diretta, appunto. Dopo averci regalato 5 stagioni una più intensa e ricca di colpi di scena dell'altra, 24 aveva fisiologicamente rallentato i ritmi nelle ultime due (un filino ripetitive) stagioni, ma con il gran finale dell'ottavo e ultimo ciclo ci dobbiamo aspettare un ritorno ai livelli eccelsi degli esordi. O quasi.
Nel nuovo intreccio, la presidentessa degli Stati Uniti Allison Taylor (l'ottima Cherry Jones) si trova alle prese con una giornata cruciale per il futuro del mondo, visto che sta per stipulare un trattato di pace tra i principali paesi occidentali e quelli orientali. Una firma storica che qualcuno naturalmente cercherà di ostacolare e affinché tutto fili per il verso giusto e c'è solo una persona che può essere davvero d'aiuto: Jack Bauer, of course, l'agente che ci ha presentato una figura decisamente nuova di action hero. Senza il glamour di un James Bond e nonostante un fisico non proprio da culturista riempito di steroidi, Bauer con una pistola si dimostra un cecchino infallibile e anche a mani nude riesce a fare più danni di un Van Damme pompato qualsiasi. Tra i grandi meriti di 24 c'è infatti anche quello di aver cambiato dalle radici il genere action e da cui in molti, da Jason Bourne allo stesso 007, prenderanno appunti: non ci sono solo inseguimenti, scazzottate e sparatorie (comunque presenti nelle giuste dosi), ma una tensione montata soprattutto grazie a faccia a faccia fatti di parole affilate, intrecci narrativi costruiti attraverso una cronometrica precisione che intarsiano le spy stories con vicende incentrate sulle emozioni e la vita di tutti i giorni dei protagonisti. Più qualche interrogatorio condotto non proprio con le buone e che ha suscitato un mare di polemiche, viste le affinità con i veri metodi di tortura impiegati dal governo americano a Guantanamo. Una cura nella sceneggiatura realistica e quasi maniacale che si nota anche nella costruzione dei personaggi minori, tutti in qualche modo dotati di un qualche ruolo per ricostruire il puzzle di 24 ore ogni volta decisive per il destino del mondo.
Nell'ottavo giorno (ATTENZIONE SPOILER!), Bauer è ormai pronto per fare la quieta vita da nonno. Ma ben presto scopriamo che la tranquillità della routine con il nipotino non è un opzione possibile. Non per quelli come lui, non per quelli che l'azione ce l'hanno nel sangue e a stare in poltrona a vedere le cose precipitare proprio non ci stanno. Senza pensarci su troppo, Jack si immerge quindi dentro un'altra missione, insieme al ricostituito CTU. Una Counter Terrorist Unit molto cambiata dai tempi della prima stagione ed oggi molto più iper-tecnologizzata, con una sede in quel di New York City e una serie di personaggi, pardon impiegati, tutti nuovi. A partire dal direttore Brian Hastings (Mykelti Williamson), un duro che però si rivelerà assai comprensivo e riuscirà a dare il giusto spazio alla solita genietta dei computer Chloe O'Brian (Mary Lynn Rajskub) e al coraggioso nuovo agente Cole Ortiz interpretato da Freddie Prinze Jr., teen idol negli anni Novanta grazie all'horror So cosa hai fatto e al romantico Kiss Me, ma anche e soprattutto marito di Sarah Michelle Gellar. Tra i punti di forza della stagione vi è quindi il fascino inquieto di Katee Sackhoff (certo non passato inosservato ai fan di Battlestar Galactica e Nip/Tuck), la nuova agente del CTU Dana Walsh, una con l'armadio colmo di scheletri ingombranti e che ricorda nel suo comportamento sospetto l'ambigua terrorista Marie Warner (Laura Harris) della season 2. Anche se la vera marcia in più del day 8 la ingrana la nuova relazione di Jack con Renee Walker (Annie Wersching); dopo i drammatici eventi che l'avevano coinvolta alla fine della stagione 7, l'agente Walker tornerà operativa sotto la supervisione proprio di Bauer e tra i due il rapporto diventerà qualcosa più di quanto professionalmente richiesto. Un nuovo amore, dopo quelli assai sfortunati con la moglie Teri (Leslie Hope), uccisa al termine della prima serie in uno dei season finale più shockanti nella storia della tv, e con Audrey Raines (Kim Raver), lasciata per il suo bene al termine della stagione 6.
Tranquilli però che la componente romantica non rallenterà (anzi) i ritmi della storia, con un'alta tensione garantita da un intreccio politico solido come ai vecchi tempi che ruota attorno alle ardue decisioni della Signora Presidente, costretta a rivedere diversi punti fermi della sua morale pur di garantire il trattato di pace con i paesi mediorientali guidati da Arman Hashemi. A vestire i panni di questo carismatico leader troviamo Anil Kapoor, attore molto popolare a Bollywood ma diventato noto anche da noi grazie al ruolo da Gerry Scotti di turno nel Chi vuol essere milionario? presente in The Millionaire.
In attesa di una da tempo chiacchierata versione cinematografica, godiamoci allora l'ultimo giro di lancette su piccolo schermo per le avventure di Jack Bauer, con una nuova ragnatela di storie politiche, criminali, sentimentali che si vanno a incastrare in un'altra drammatica, lunghissima, emozionante giornata. Tenendo un occhio sempre fisso sull'orologio. Perché la vita fa tic tac non solo nelle pubblicità, ma anche in 24.
A cura di www.telefilmmagazine.com
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