VIDEOCLIP - LOST. The End


E’ finita. Il 24 Maggio è andata in onda l’ultima puntata di Lost. Era cominciato tutto nel 2004: Jack Shephard fa scattare un occhio e si riscopre sdraiato nel bel mezzo della giungla. Tutt’attorno rottami di aeroplano. Sei anni dopo la fiction si chiude con una sequenza gemella di rara perfezione e Michael Giacchino ci mette come al solito la musica giusta. E’ il videoclip perfetto che chiude un’intera stagione televisiva. E tutto un decennio

 




E’ finita: è finito Lost. Lunedì 24 Maggio è andata in onda contemporaneamente in due continenti – e non era mai successo: qui era l’alba - l’ultima puntata della serie televisiva probabilmente più seguita di sempre. Era cominciato tutto nel 2004: Jack Shephard fa scattare un occhio e si riscopre sdraiato nel bel mezzo della giungla. Tutt’attorno rottami di aeroplano. Sei anni dopo la fiction diventata nel frattempo un’ossessione (per molti), un oggetto oscuro (per pochi) e un bluff estenuante (anche qui sono in parecchi) si chiude con perfetta simmetria, con una sequenza gemella di rara perfezione che ha commosso mezzo mondo (l’altra metà, invece, sta ancora protestando).
Alla fine Lost ha fatto tutto il giro: negli ultimi minuti di un romanzone lungo 116 puntate l’Eroe rimasto solo va matthew fox lost the end a morire proprio dove tutto era cominciato. Arranca tra gli alberi di un set assurto negli anni a universo simbolico e luogo dell’immaginario, poi si abbandona al suolo, finalmente libero dal carico sfiancante di un racconto che nel suo scorrere burrascoso si è fatto saga gigantesca e irrisolta. (E quello stesso incedere stanco e sofferente riproduce, in fondo, il passo esatto di ogni grande finale epico: la lenta marcia che accompagna la risoluzione dei conflitti, celebra il compimento della missione, racconta il sollievo che anticipa l’addio).
Ad intervallare la danza di morte di Jack - e ad aggiungere ulteriore intensità al finale - piovono flash-sideways (gli stessi che hanno segnato l’intero episodio ed in generale tutta l’ultima serie), questa volta in slow-motion: proiezioni di uno spazio parallelo, una sorta di luminoso Purgatorio che sembra attendere il Salvatore dell’Isola di lì a poco.
Un luogo dello spirito che accoglie per l’ultima volta tutti i Losties: Hugo, Sawyer, Ben, Charlie. Sopravvissuti e scomparsi. Vincitori e vinti. Chi ce l’ha fatta e chi ancora no.
Un autentico capolavoro di scrittura, fotografia e montaggio a cui si unisce lo straordinario talento di Michael Giacchino nel donare note e suggestioni a sequenze ad altissimo rischio di retorica (c’è sempre il rischio di strafare, coi finali. Guardate Morricone) e che invece il compositore italo-americano riesce a plasmare alla perfezione, associando immagini e musica con grande senso della misura e formidabile capacità evocativa (Assolutamente spettacolare, in questo senso, è anche la primissima sequenza del "Gran Finale").
L’ultima parte dell’ultimo episodio di Lost - Il Gran Finale – rappresenta di fatto il videoclip perfetto che chiude un’intera stagione televisiva. Requiem per una grande storia, per una grande passione collettiva, per un gigantesco fenomeno audiovisivo.
In un certo senso, per tutto un decennio.


 

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