FILM IN TV - "La commare secca" di Bernardo Bertolucci
Bertolucci riesce ad affrancarsi dai suoi maestri e con La commare secca interviene sulla tensione interna del racconto sperimentando la possibilità di lavorare dentro un suo tempo esclusivo fosse anche attraverso meccanismi già sperimentati gettando le basi del suo cinema futuro. Giovedì 23/11, 1:45 Rete 4

Molti gli incroci artistici che questo film del 1962 propone. Scritto da Pasolini e Sergio Citti, è diretto da Bernardo Bertolucci che, proprio con quest'opera fa il suo ufficiale ingresso nel mondo del cinema.
Pur così giovane - ha appena 21 anni nel 1962 quando realizza il film - Bertolucci riesce ad affrancarsi da Pasolini suo indiscusso mentore. Il film infatti, pur risentendo di un certo ambiente fortemente caratterizzato, siamo pur sempre all'interno di quell'ambiente popolare che però non è sottoproletario pasoliniano, se ne discosta quanto alle profonde tensioni che lo animano. Qui, piuttosto, Bertolucci riesce perfino a rompere con la neo tradizione del suo maestro soprattutto per il senso profondo della narrazione che coinvolge i personaggi e che si rivela appassionante per lo spettatore. È uno dei tratti più interessanti del film quello degli incastri della narrazione che, prescindendo da qualsiasi velleità spettacolare, racchiude proprio nell'iterazione del racconto, visto dalle varie angolazioni dei protagonisti sospettati dell'omicidio della prostituta, il proprio senso autentico e, forse, la propria ragione d'essere. Una riflessione che, allontanandosi da qualsiasi studio sociologico sull'ambiente, bada più che altro alla tensione interna del racconto, alla variegata possibilità di lavorare dentro un suo tempo esclusivo fosse anche attraverso meccanismi già sperimentati. Bertolucci quindi, pur intervenendo su una materia che prima facie appare come stabilizzatrice di una corrente artistica che dal neorealismo porta al cinema degli anni '60 se ne discosta per intenti e per struttura, conducendo, in realtà, un gioco ben più profondo e rischioso che comprende anche la consapevole strutturazione delle fondamenta del suo cinema. Conducono a tale conclusione non soltanto alcune scelte che attengono alla recitazione dei suoi personaggi, ma anche l'intensità cinematografica sulla quale Bertolucci insiste, svuotando il peso dei fatti e incrementando il peso teorico di quella scelta. Un cinema fortemente caratterizzato e impreziosito dal racconto (risultano i suoi film migliori quelli in cui il senso della narrazione ha un suo posto di preminenza) all'interno del quale si intrecciano i temi della libertà del pensiero che si concretizza frequentemente in una manifesta sessualità che rappresenta, costantemente, terreno di scontro e di aperta sfida alla morale corrente. La commare secca, che è la morte, può essere considerato, il grado zero del suo cinema futuro.
Titolo originale: La commare secca
Regia: Bernardo Bertolucci
Interpreti: Giancarlo De Rosa, Vincenzo Ciccora, Gabriella Giorgelli
Durata: 98'
Origine: Italia, 1962
Giovedì 23 novembre ore 01,45 Rete 4
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