"Tu chiamami Peter", di Stephen Hopkins

La carriera del grande attore britannico riprodotta con schematica fedeltà, con un bravissimo e insopportabile Geoffrey Rush. Alla fine la simbiosi tra l'attore e Stephen Hopkins, dove ognuno sembra starsene per conto proprio, è lontana anni luce da quella vibrante tra Forman e Carrey per il biopic "Man on the Moon"

Tu chiamami Peter, anomala e anonima pellicola nella filmografia di Stephen Hopkins presentata in concorso a Cannes nel 2004 - cineasta invece più incline alle forme dell'action-movie (Blown Away, Lost In Space, Under Suspicion) - ha se non altro il pregio di riscoprire la vita di uno dei più grandi attori britannici, Peter Sellers. Nell'opera vita professionale e vita privata di Sellers procedono parallelamente, con il volto elastico di un bravissimo e insopportabile Geoffrey Rush che si adegua alla perfezione alle sue espressioni, alla sua fisicità. Si seguono frammenti della sua carriera, dagli inizi fino alla morte, avvenuta nel luglio del 1980 in seguito a un attacco di cuore quando aveva 54 anni, dove i frammenti dal vivo (The Ladykillers di Mackendrick), si sovrappongono fedeli riproduzioni (da Il dottor Stranamore di Kubrick, a  Oltre il giardino di Ashby, con la scena famosa della camminata nel lago. In mezzo a questo una carriera riprodotta con schematica fedeltà, con un approfondimento particolare del rapporto tra l'attore e Blake Edwards, con cui ha lavorato in La pantera rosa (1963), film che gli ha fatto ottenere un'enorme successo e la notorietà negli Stati Uniti e nei suoi tre sequel e con Stanley Kubrick, con cui interpretò tre ruoli diversi nello stesso film (Il dottor Stranamore). Oltre a qualche lacuna discutibile, tra cui l'assenza di Lolita sempre di Kubrick, opera che di fatto ha dato inizio alla loro collaborazione, mentre Hopkins rappresenta l'incontro la figura del cineasta agli occhi dell'attore come un'apparizione, come se comparisse per la prima volta, il film entra poi dentro il lato più intimo evidenziando sempre il suo grande talento e la capacità trasformistica ma anche una frequente mancanza di serenità. La vita di Sellers è così condizionata dal rapporto oppressivo della madre, dai suoi scatti improvvisi nei confronti del figlio (quando gli rompe tutti i giocattoli dopo che questi gli aveva disegnato una striscia di vernice sull'auto nuova), e dal matrimonio burrascoso con l'attrice Britt Ekland (Charlize Theron tornata ai suoi livelli di bravura consueti dopo la negativa parentesi di Monster). Hopkins segue le linee della sceneggiatura di Markus e McFeely, senza nessuna accensione, ma piuttosto con qualche forzatura deformante evidente nei momenti in cui il volto di Sellers sostituisce, per esempio, quello della madre o di Edwards. Resta l'interesse per una biografia che si poteva anche leggere piuttosto che vedere. Ma certo la simbiosi Hopkins-Rush, dove ognuno sembra starsene per conto proprio, è lontana anni luce da quella vibrante tra Forman e Carrey per il biopic Man on the Moon su Andy Kaufman. Lì pulsava la vita del comico, qui gli episodi restano sempre seppelliti e in cui sembrano sempre guardati al trapassato e non al presente.

 

Titolo originale: The Life and Death of Peter Sellers

Regia: Stephen Hopkins

Interpreti: Geoffrey Rush, Charlize Theron, Emily Watson, John Lithgow, Miriam Margoyles, Peter Vaughan, Sonia Aquino, Stanley Tucci, Stephen Fry

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 122'

Origine: Gran Bretagna/Usa, 2004

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Tom Hanks e Catherine Keener per Paul Greengrass
Nel nuovo thriller Captain Phillips
Debutto USA per Joachim Trier
Il regista scandinavo prepara Louder Than Bombs
Isabelle Huppert e Hong Sang-Soo: In Another Country
La prima foto, il film forse a Cannes
John Lee Hancock adatta Grisham
Ennesima trasposizione di un legal thriller dello scrittore
In partenza il FilmForum Festival
Tra gli ospiti Dominic Gagnon
BERLINALE 62: "Les adieux à la reine" per la serata d'apertura
Domani alle 19.30 al Berlinale Palast
'Corpo celeste' vince l'Ingmar Bergman International Debut Award
La principale rassegna cinematografica dei paesi scandinavi a Goteborg
Oscar: dal 2013 addio Kodak Theatre
 La Kodak ha dichiarato bancarotta.
Cruise presentatore degli Academy Awards
Al Kodak Theatre il 26 febbraio
Presentazione del Box Cassavetes
Martedì 7 Febbraio alla Casa del Cinema
E' morto Bill Hinzman, il primo morto-vivente del cinema
Lo ''zombie del cimitero'' nella sequenza iniziale del film di Romero
Corso Salani racconta Nichi Vendola
mercoledì 8 febbraio proiezione di C'è un posto in Italia
Sentieri Selvaggi presenta i suoi corsi primaverili
Venerdì 10 febbraio, ore 19,30 in Via Carlo Botta 19
No Google per i Brangelina
I figli non posso "googlare" i genitori
I 60 anni di Vasco su "Film Tv"
Alexander Payne, Glenn Close e Berlinale
La neve blocca Muller
Rimandato il cda del Festival di Roma per decidere la nomina
Molte novità Minerva-Rarovideo in DVD
Scorsese, Cassavetes, Ferrara, Loach
Omaggio a Ben Gazzara
Il Salento Finibus Terrae omaggia l'attore scomparso
Operazione Paura a Serravezza
Dal 24 al 27 maggio, il primo festival finanziato con il crowdfunding
Doodle Truffaut
 Per gli 80 anni della nascita del cineasta
MacLaine in "Downton Abbey"
L'attrice sarà Martha Levinson
Tributo a Dario Argento
Hollywood omaggia il regista con una retrospettiva
Jim Jarmusch produce un dramedy erotico
Scritto dall'autore del bestseller Go the Fuck to Sleep
CUT salta
annullata la terza lezione
Joe Carnahan per remake del Giustiziere della notte
Il regista di A-Team per il cult movie interpretato da Bronson nel '74