"Nella mente del serial killer" di Renny Harlin

Il cinema di Harlin è tutto un fatto di vibrazioni che scuotono l'epidermide della scena e che penetrano il silenzio assordante delle sale in cui si rincorrono i protagonisti, un oggetto misterioso e viscerale che annienta da subito racconto, svolgimento e successione.

Cinema di terra e di vento, di fuochi addormentati dall'acqua e rintuzzati dal sangue che li attraversa senza sosta. Tra sperimentalismo ad oltranza e assoluto rigore morale, il cinema di Renny Harlin è cresciuto sotto pelle, radicandosi sempre più energicamente nelle lande perdute dell'action di oggi, tra i colori smerigliati della sua straordinaria "genesi" dell'Esorcista e i giochi sottilissimi e sorprendenti di quest'ultimo Nella mente del serial killer. Che è una grande opera di rivisitazione (l'assunto tematico risale a 10 piccoli indiani della Christie) e al tempo stesso un pezzo di cinema vellutato e fiammeggiante che racconta tutt'altro. Il corpo, l'attesa, la morte, il sangue, come quei pulviscoli d'aria che nell'incipit cadono sui volti impietriti d'orrore di Slater e della collega, piccoli brandelli golosi di set che la dicono lunga sul lavoro di Harlin, centimetro per centimetro, frammento per frammento, lavorando sui vuoti e intaccando con fare artigianale i pieni. E allora pieno/vuoto, dentro/fuori, tra lo spazio assiderato di location proibitive (siamo ai livelli quasi insuperabili di 58 minuti per morire) e il tempo fratto e parallelo dell'arrivo sull'isola dei profiler dell'FBI, sì, esattamente quell'isola sperduta in mezzo all'Oceano in cui non c'è più vita (non c'è mai stata forse), ma soltanto la simulazione controllata a tavolino di marionette e pupazzi che mimano il cinema incarnandolo come morte al lavoro, con i loro arti meccanici, la loro vita svuotata di vita. Teoria pura questa, momento di puro sbilanciamento che Harlin forse non aveva mai toccato (già forse, ma pensando al balletto meccanico ed emotivo di Driven dovremmo forse fare marcia indietro) e che persegue con quello sguardo tremendamente classico e al tempo stesso potentemente fleisheriano (apogeo di quel cinema del futuro che non smette di camuffarsi da cinema delle origini) che traccia memorabili linee seduttive. Il cinema di Nella mente del serial killer è allora tutto un fatto di vibrazioni che scuotono l'epidermide della scena e che penetrano il silenzio assordante delle sale in cui si rincorrono i protagonisti, un oggetto misterioso e viscerale che annienta da subito racconto, svolgimento e successione  per soffermarsi su sublimi triangoli muscolari ed esporre il corpo all'azione ripetuta e ossessiva di uno sguardo assassino che vampirizza una volta per tutte il genere (torniamo allora all'incipit che rappresenta una vera pietra tombale del "serial thriller") e che libera invece i corpi. Basterebbe lo scontro finale, quel corpo a corpo sanguigno e assordante che vale più di mille parole e che teorizza nel modo più visibile possibile l'esistenza di un cinema ancora possibile: popolare e sofisticato, commerciale e filosofico..

Titolo originale: Mindhunters

Regia: Renny Harlin

Interpreti: Christian Slater, Val Kilmer, LL Cool J, Eion Bailey, Will Kemp, Patricia Velasquez

Distribuzione: Eagle Pictures

Durata: 106'

Origine: Finlandia/Gran Bretagna/Olanda/USA, 2004

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata
"Future? Next Exit" alla Scuola Sentieri Selvaggi
venerdì 25 maggio, per scoprire quale cinema sia possibile oggi
Isabelle Huppert nel remake di Suspiria
Diretta da David Gordon Green
Duncan Jones racconta la vita di Ian Fleming
Un biopic sul creatore di James Bond
CANNES 65 - Rupert Everett presidente del Queer Palm?
Possibile successione l'anno prossimo in giuria
Nuovo thriller per Atom Egoyan
Colin Firth e R. Witherspoon nel cast
"La bellezza" di Sorrentino
Annunciato il nuovo film, Servillo protagonista
La Sacher su Twitter
Aperto un canale su progetti e notizie
Le vie del cinema da Cannes a Roma
Dall'8 al 14 giugno nei cinema Eden, Adriano e Giulio Cesare
Addio a Robin Gibb
Se ne va un altro pezzo dei Bee Gees
Concorso Uno spot per Sentieri Selvaggi
per tutti gli ex allievi della scuola di cinema
L'appello di Friuli Film Commission
"Lo scopo, malcelato, è quello di non finanziare il film di Marco Bellocchio"