DI CAPRIO RULES - "Nessuna verità" di Ridley Scott
L'ultima pellicola firmata da Ridley Scott è un thriller politico, globalizzato, in cui l'ossessione del controllo conduce alla mistificazione di immagini, ruoli e ideologie, e funziona soprattutto come testo teorico da applicare al corpo di bugie incarnato da Leonardo Di Caprio, l'icona attoriale più magnificamente neutra e “scrivibile” del cinema americano contemporaneo
Innanzitutto le immagini su video. Tante, incalcolabili, dall’alto e dal basso, tra interno ed esterno: USA, Iraq, Turchia, Manchester, Amsterdam. C’è il veterano della Cia Ed Hoffman, un Russell Crowe statico e appesantito, perfetta metafora dell’immobilità burocratica delle alte sfere, che con schermo e auricolare tiene le redini di una guerra impossibile; e c’è Roger Ferris, Leonardo Di Caprio, il suo agente migliore, abile e idealista, che quella guerra la combatte su campo.
Scritta da William Monahan, l’ultima pellicola firmata da Ridley Scott – la cui grossolanità autoriale è pari solo alla sua grandezza registica e mercantile – è un thriller politico, globalizzato, in cui l’ossessione del controllo conduce alla mistificazione di immagini, ruoli e ideologie.
Nessuna verità (Body of Lies è il bellissimo titolo originale) è l’ultimo atto di un ideale trittico composto da Spy Game e Nemico pubblico, entrambi diretti dal fratello Tony, e funziona soprattutto come testo teorico da applicare al corpo di bugie incarnato da Leonardo Di Caprio, l’icona attoriale più magnificamente neutra e “scrivibile” del cinema americano contemporaneo. Il suo Roger Ferris è una tangente impazzita che per 128 minuti attraversa stati e continenti, assorbe ferite, machiavelliche imposizioni dall’alto, scontri verbali,
massacri, tradimenti. Come già nel The Departed di Scorsese – scritto dallo stesso Monahan, sceneggiatore ingarbugliato e acerbo ma pienamente dentro la modernità e le sue ossessioni performative – Di Caprio è una pedina che non ha alcun controllo sugli eventi e sulla narrazione, sempre condannato a re-agire passivamente a diramazioni decise da altri (Crowe? Il regista? Lo sceneggiatore? Il film? Il cinema?). In tal senso, la sua impalpabilità recitativa, che è il frutto maturo di un equilibrio quasi miracoloso tra il trasformismo di un Brando e la trasparenza divistica di un Redford, è perfetta sia per la frammentarietà episodica di Nessuna verità che per i meccanismi riproduttivi dei fratelli Scott.
Il “progetto Di Caprio” persegue così, con rabbrividente consapevolezza, il proprio cammino artistico autodistruttivo, votato all’annullamento stesso dell’ “immagine Di Caprio”: il pestaggio e la scomparsa in dissolvenza in Gangs of New York, i camuffamenti bluff di Prova a prendermi, il volto ustionato e cicatrizzato del folle Howard Hughes davanti allo specchio in The Aviator, il cranio frantumato di The Departed, l’agonia crepuscolare in Blood Diamond. Il sacrificio dell’identità che diventa poetica d’ attore. Di Caprio rules.
Titolo originale: Body of Lies
Regia: Ridley Scott
Interpreti: Leonardo Di Caprio, Russell Crowe, Mark Strong, Golshifteh Farahani
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 128'
Origine: USA, 2008
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