"Cadillac Records", di Darnell Martin


L’America torna a immortalare le sue icone musicali con un biopic, prodotto da Beyoncé, che guarda ai padri fondatori del Rhythm’n blues, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Little Walter, Willie Dixon, fino a toccare le derive di Chuck Berry e gli esordi di Etta James, nel tentativo di raccontare la musica che ha dato origine al Rock’n roll e, attraverso essa, di tracciare il ritratto dei suoi protagonisti

cadillac records - jefrrey wright - beyonceL’America torna a immortalare le sue icone musicali con un biopic che porta sul grande schermo la musica e la vita delle stelle nate nel grembo dalla Chess Records, la storica etichetta di Chicago creata da due fratelli di origine polacca, Leonard e Phil Chess (Darnell Martin lascia scomparire del tutto la figura di Phil ed elegge Leonard come unico pioniere/imprenditore della scena musicale black della Chicago anni ’50 e ‘60). Facendo risuonare l’eco della monumentale riflessione in sette capitoli, che porta il marchio scorsesiano, sul blues e sulle sue evoluzioni e influenze (Marc Levin, l’autore di Godfathers and Sons, il documentario della serie sulla black music di Chicago, è il produttore della pellicola della Martin), Cadillac Records guarda ai padri fondatori del Rhythm’n blues, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Little Walter, Willie Dixon, fino a toccare le derive di Chuck Berry e gli esordi di Etta James, nel tentativo di raccontare la musica che ha dato origine al Rock’n roll e, attraverso essa, di tracciare il ritratto dei suoi protagonisti. Ed è proprio Willie Dixon a aprire le porte dell’universo della Chess Records e a far da guida nel film di Darnell Martin, la quale, confinandolo purtroppo in un ruolo solo appena abbozzato, si affida a Cedric the Entertainer per dar corpo al musicista e produttore discografico. In un disegno troppo appesantito, schiacciato da una superficialità che non concede alcuno slancio e dove le contaminazioni, le inversioni di ritmo e di sguardo non sono mai un movimento che la Martin insegue coscientemente nel tentativo di perdersi dentro la musica e di far vibrare la vita, ma diventano unicamente il maldestro e frustrante risultato di un’eccedenza tanto inutile quanto vuota, la voce di Willie Dixon ben presto perde la sua iniziale centralità e, girando a vuoto, finisce per diventare, come gli altri personaggi che sfilano in Cadillac Records, null’altro che un ingranaggio difettoso e privo di spessore, una presenza troppo lontana ed estranea per riuscire ad evocare il mondo che racconta. Cadillac Records esplora le ombre che si annidano nell’animo di Leonard Chess (Adrien Brody), figura ambigua che sfrutta il talento delle sue stelle, comprando con una Cadillac i diritti delle loro canzoni, ma al tempo stesso nume tutelare del Rhythm’n blues incurante dei pregiudizi razziali e mano paterna che si prende cura della sua “famiglia” di musicisti; segue il viaggio di Muddy Waters (Jeffrey Wright per la seconda volta, dopo Basquiat, nei panni di un’icona americana) dai campi del Mississippi a Chicago, dove trasforma in elettrica la sua chitarra e crea un sound rivoluzionario, passando dal collo delle bottiglie alla slide, e il suo contraddittorio rapporto con il successo, con la moglie Geneva e con gli altri musicisti della Chess Records, in particolare con il suo “rivale” Howlin’ Wolf (Eamonn Walker) e con il tormentato Little Walter (Columbus Short); e, ancora, racconta l’ascesa e gli eccessi di Chuck Berry (Mos Def) e il sublime talento e la storia d’amore con Leo Chess dell’indomabile Etta James, interpretata da Beyoncé Knowles, che ricopre anche il ruolo di produttore esecutivo del film e che, dopo Dreamgirls, torna ad interpretare una stella del panorama musicale americano. A scaldare il progetto della Martin e a risollevarlo, anche se assai debolmente, dalla sua mancanza di vitalità e di respiro drammatico, sono le scene delle registrazioni e delle esibizioni, dove la musica, in gran parte interpretata dagli attori stessi, e le sue vibrazioni si elevano oltre le piatte indecisioni narrative di Cadillac Records, che, prigioniero della propria bulimia, si muove senza una meta, prosciugando ogni passione e lasciando dietro di sé solo la delusione di un affresco freddo e insapore.
 
Titolo originale: id. 
Regia: Darnell Martin
Interpreti: Jeffrey Wright, Adrien Brody, Beyoncé Knowles, Mos Def, Cedric the Entertainer, Columbus Short, Eamonn Walker
Distribuzione: Sony Pictures
Durata: 109’
Origine: USA, 2008
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