FILM IN TV - "Hannah e le sue sorelle", di Woody Allen
Allen gioca sul tema dell'insuccesso, che sia professionale o semplicemente sentimentale, ripercorrendo vizi e dettagli del suo Cinema, giocando sull'arguzia delle battute e sulla spinta delle azioni, ma il coacervo dei vari percorsi narrativi ha un sapore più organico del solito. Tassello tra i più importanti della sua carriera. Sabato 18 settembre, Cult, ore 21
Probabilmente è uno dei più complessi capitoli della cinematografia alleniana Hannah e le sue sorelle. Tornando ancora una volta nei panni di attore e regista, l'autore newyorchese imbastisce una commedia "sentimentale" delle sue, arricchita però da una costruzione dei rapporti e delle situazioni più tenace del solito, nonostante la presenza, in parti più o meno secondarie, di oltre quaranta personaggi. Tutto naturalmente ruota intorno alle tre protagoniste già citate nel titolo, al loro mondo di avventure e intrecci sentimentali che le riguardano, arrivando a scambiarsi compagni e provare gelosie più o meno celate tra di loro. Hannah, scrittrice di successo è infatti sposata con Elliott, che però stanco della vita matrimoniale e per evadere dalla routine, si invaghisce di Lee, una delle sorelle di Hannah, sposata da cinque anni con l'artista Frederick. Questo comporterà una serie di situazioni comico-drammatiche che sfoceranno nel classico finale apparentemente consolatorio. La vena prettamente comica del film è data dal personaggio di Allen, Mickey, ex-marito di Hannah (e osserviamo dei flashback sul loro passato coniugale) che ha avuto anche uno sfortunato appuntamento con Holly, l'altra sorella nonchè terzo fulcro narrativo della storia. Mickey, ipocondriaco, è il tipico personaggio alleniano, nevrotico e insicuro e sempre pronto a creare situazioni paradossali. Hannah e le sue sorelle vive costantemente di questo ibrido tra il lato più ironico (risate raffinate, s'intende sempre) e quello più prettamente introspettivo che indaga da par suo nella falsità delle "facciate", mostrando il vero lato dell'essere uomo, difficilmente attaccato al valore della fedeltà. Allo stesso tempo gioca sul tema dell'insuccesso, che sia professionale o semplicemente sentimentale (e in questo caso è proprio Holly l'esempio lampante), ripercorrendo vizi e dettagli del suo Cinema, giocando sull'arguzia delle battute, e sulla spinta delle azioni, ma il coacervo dei vari percorsi narrativi ha un sapore più organico del solito. Oltre alla presenza di Mr. Woody, il cast si conferma nuovamente "stellare": da un Michael Caine in stato di grazia, cui fa da contraltare femminile la splendida Hannah di Mia Farrow, a Barbara Hershey, Dianne West e un ottimo, in un semi-cameo, Max Von Sydow. Hannah e le sue sorelle è l'ennesimo simbolo di versatilità artistica di un Maestro che dimostra ancora una volta, con folgorante semplicità, come scardinare tutti i luoghi comuni figli di quell'ipocrisia sociale con cui ci troviamo a convivere, nolenti, ogni giorno. Tassello tra i più importanti di una carriera per certi versi unica nell'universo della Settima Arte.
Titolo riginale: Hannah and her sisters
Regia: Woody Allen
Interpreti: Michal Caine, Diane West, Barbara Hersey, Woody Allen, Mia Farrow
Durata: 103'
Origine: USA, 1986
Sabato 18 settembre, Cult, ore 21
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