"Matrimonio di famiglia", di Rick Famuyiwa

Hollywood ci ha raccontato innumerevoli volte di matrimoni, talmente tante che sarebbe impossibile farne un elenco. Rick Famuyiwa ci riesce e s’improvvisa mixologist. Ma a Matrimonio di famiglia manca una forza in grado di unificare le situazioni comiche e, paradossalmente, è nei momenti più “drammatici” che il film funziona, quando Famuyiwa non si limita al puro citazionismo .

Matrimonio di famigliaC’è qualcosa di veramente terrificante nell’incontrare la famiglia del proprio futuro consorte. Ancora di più se si deve imparare ad andare d’accordo e organizzare un matrimonio. Almeno così la pensano a Hollywood. E, di certo, non potrebbero dargli torto Lucia (America “Ugly Betty” Ferrera) e Marcus (Lance Gross) che devono annunciare le imminenti nozze alle loro famiglie, capeggiate rispettivamente dal meccanico messicano Miguel Ramirez (Carlos Mencia) e dallo speaker radiofonico afro-americano Brad Boyd (Forest Whitaker). Non sarà colpo di fulmine tra i due consuoceri, quanto piuttosto una guerra aperta a suon di stereotipi (“Hey hombre!” “Hey bro’!”). Fin qui niente di nuovo. Hollywood ci ha raccontato innumerevoli volte di matrimoni e suoceri che farebbero perdere la pazienza pure a un santo, talmente tante che sarebbe impossibile farne un elenco. Invece Rick Famuyiwa, che torna dietro la macchina da presa dopo otto anni, ci riesce e s’improvvisa mixologist -attenzione, non si chiamano più barman!- shakerando ⅓ di Il padre della sposa (originale e remake), ⅔ di Ti presento i miei e relativo sequel, una spruzzata di Il mio grasso grosso matrimonio greco e, decorativo ombrellino sul cocktail, Il matrimonio del mio migliore amico. Insomma, un Frankenstein in veste nuziale. Difficile non pensare a questi illustri predecessori mentre si guarda il film: i Ramirez fanno concorrenza, in quanto a tradizioni e teatralità, ai Portokalos; Lucia s’improvvisa novella Cameron Diaz in una stonata serenata. Ma il confronto più diretto è quello con i Focker: dalla capretta fornicatrice alle gag nel bagno fino alla serata al night club, con tanto di doppio arresto. Tuttavia, Matrimonio di famiglia non ha un protagonista con la faccia elastica e tempi comici di Ben Stiller, in grado di far funzionare anche la più triste delle battute e oscurare due eccellenti “spalle” come Robert De Niro e Dustin Hoffman. Al film manca una simile forza catalizzatrice, un elemento che riesca a unificare le tante situazioni comiche e si è per questo costretti a spostare l’attenzione sui padri degli sposi. Whitaker e Mencia non sono De Niro e Hoffman né hanno la caustica compostezza di Spencer Tracy o la verve comica di Steve Martin; nonostante lo sforzo, le loro scene non decollano mai abbastanza, manca tra loro una certa complicità e ci si ritrova, allora, a ridere soltanto grazie alla sorella di Lucia (Anjelah N. Johnson), faccia seria e tanto sarcasmo, che butta qui e lì qualche battuta nei momenti meno ovvi. Paradossalmente, è nei momenti più “drammatici” che il film funziona, quando Famuyiwa non si limita al puro citazionismo e mette nel cocktail quel tanto di creatività necessaria per rendere il film un prodotto medio originale, nonostante si giochi su materiale ben noto. Magari con un diverso mix lo spettatore avrebbe potuto assaggiare una gustosa piña colada  invece di un blando analcolico.

 

Titolo originale: Our Family Wedding

Regia: Rick Famuyiwa
Interpreti: Forest Whitaker, America Ferrera, Lance Gros, Carlos Mencia, Regina King
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 90'

Origine: USA, 2010

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