“40 giorni & 40 notti” di Michael Lehmann

Tutta la verve di questo film, che ha l’esile struttura di un’operetta settecentesca, nasce dalla forza del paradosso, dalla tragicomica tensione della contraddizione fra pulsioni e repressioni, attrazioni e costrizioni, desideri e rinunce.

Le migliori commedie solitamente presentano un’intelaiatura duttile e leggera e un’architettura filmica lineare ma scandita da buon ritmo e qualche invenzione narrativa. Tutti elementi che non mancano a “40 giorni & 40 notti”, piccolo scherzo con qualche pretesa di critica sociologica confezionato ad arte da Michael Lehmann ed interpretato da quel Josh Hartnett già protagonista di “Pearl Harbor” e “Black Hawk Down”. Un divertissement dove la comicità delle situazioni nasce da un’unica idea, dal ripetersi ossessivo di un refrain tanto assurdo quanto essenziale alla costruzione di una serie di irresistibili gags: il voto di castità che un giovane ed attraente web designer ha giurato di osservare, per quaranta giorni e quaranta notti, con l’intenzione di purificarsi dopo l’ennesima delusione d’amore. Una promessa dai toni grotteschi che, in un ufficio pieno di ragazze disponibili e in una lavanderia dove si aggira la donna della vita, rischia di diventare addirittura paradossale – anche perché se il protagonista avesse letto Platone saprebbe che, fin dall’antichità, le promesse d’amore sono mero flatus vocis, e questa tutto sommato è una species del genus “promesse d’amore”.
Ed, in effetti, tutta la verve di questo film che ha l’esile struttura di un’operetta settecentesca nasce dalla forza del paradosso, dalla tragicomica tensione della contraddizione fra pulsioni e repressioni, attrazioni e costrizioni, desideri e rinunce. Un unico movimento dialettico e circolare che attraversa molte sequenze e forza la compattezza logica della materia visiva spingendola verso una comicità a tratti surreale, in bilico fra sogno e allucinazione – vedi la sequenza in cui Hartnett è in preda ad una sorta di delirio da astinenza sessuale – sempre pronta a curvare intelligentemente le traiettorie di una storia altrimenti piana e lineare.
Titolo originale: 40 Days and 40 Nights.
Regia: Michael Lehmann.
Sceneggiatura: Rob Perez
Fotografia: Elliot Davis.
Montaggio: Nicholas C. Smith
Musica: Rolfe Kent
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Jill M. Ohanneson
Interpreti: Josh Hartnett (Matt Sullivan), Shannyn Sossamon (Erica Sutton), Paulo Costanzo (Ryan), Adam Trese (John Sullivan), Emmanuelle Vaugier (Susie), Lorin Heath (Diana), Aaron Trainor (cameriere), Glenn Fitzgerald (Chris), Monet Mazur (Candy), Christine Chatelain (Andie), Keegan Connor Tracy (Mandy)
Produzione: Tim Bevan, Eric Fellner, Michael London per Milo Productions/Studio Canal/Universal Pictures/Working Title Films
Distribuzione: UIP
Durata: 94’
Origine: Stati Uniti/Gran Bretagna/Francia, 2002
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