#FCAAAL28 – What a Wonderful World

La zebra prismatica, in versione high tech, farà ancora da apripista al 28esimo appuntamento del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Un incontro che quest’anno sotto il claim What a Wonderful World, prova ancora una volta a testare da oggi fino al prossimo 25 marzo la capacità delle società dei tre continenti protagonisti ad adeguarsi alla rapida trasformazione, anche artistica, sotto la spinta del progressivo mutamento delle tecnologie a cominciare dalla evoluzione della rete, come bacino di ascolto e metodologia di produzione.
Sarà Une saison en France ad inaugurare le proiezioni di questa 28a edizione. Il regista, il ciadiano Mahamat Saleh Haroun è una vecchia conoscenza del Festival come autore di Daratt, già vincitore del Gran Premio della giuria al 63° Festival di Venezia.
Un programma come sempre interessante quello della sezione principale del Concorso lungometraggi, Finestre sul mondo. Dieci film, tra fiction e non, si contenderanno gli 8.000 euro messi in palio per il vincitore. Ne ricordiamo alcuni: Of Fathers and Sons del siriano Talal Derki, I Am not a Witch della regista zambiana Rungano Nyoni, No Bed of Roses del bengalese Mostapha Farooki, Poisonous Roses opera prima dell’egiziano Fawzi Saleh, Severina del brasiliano Felipe Hirsch, un altro regista brasiliano Tiago Melo porta in concorso Azougue Nazareth, dall’Indonesia arriva Kamila Andini con il suo secondo lungometraggio, The Seen and Unseen.
Di grande interesse anche il Concorso Cortometraggi Africani che, nella solita doppia declinazione di fiction e documentari, propone una selezione di opere provenienti da tutta l’Africa e dalla sua infinita diaspora. La sezione da sempre intende promuovere i giovani registi africani e nel contempo mostrare le nuove tendenze del cinema in quei Paesi e le sperimentazioni che nascono dall’influenza di una cultura così multiforme, divisa tra tradizione e innovazione.
I registi italiani, con le loro opere destinate ad affrontare il tema dell’immigrazione, popolano la sezione Extr’a.
Nella parallela sezione Flash, film di sicuro interesse non fosse altro perché raccoglie i film/evento da altri Festival e quindi anteprime di rilievo di registi affermati, opere acclamate dalla critica o che hanno ricevuto riconoscimenti di rilievo nei maggiori festival internazionali. Una sezione che diventa uno sguardo sul meglio del cinema contemporaneo che interpretano le attualità dei tre continenti. Tra i titoli, tutti in anteprima italiana, On the Beach at Night Alone del coreano Hong Sang-soo. Un film sorprendente dove la malinconia di un amore perduto inventa le alternative possibili per allontanare il pensiero dell’amato ed elaborarne la “scomparsa”. La protagonista del film Kim Min-hee ha vinto l’Orso d’Oro alla Berlinale 2017. Nella stessa sezione e per la prima volta in Italia anche l’ultima opera del maestro del cinema cileno Raúl Ruiz. The Wandering Soap Opera è il film lasciato inconcluso che la moglie, Valeria Sarmiento, ha portato a termine. Il film faceva parte della selezione di Locarno 2017. Una allegoria sulla realtà cilena, un collage di soap opera in cui i problemi politici ed economici sono immersi in una serialità fiction televisiva. Dalla collaborazione con il Far East Film Festival e l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano il nuovo film di Chen Kaige, Legend of the Demon Cat. Un kolossal, una detective story, mistery, fantasy e animazione 3D. Un successo in Cina per un film che riunisce tutto il meglio della tradizione e della tecnologia cinese e giapponese. Un demoniaco gatto nero al centro della storia. Tutto giocato sulla sottile linea che separa la realtà dall’illusione. Un film divertente e affascinante tra effetti speciali e meravigliose scenografie. Un lavoro di sei anni per ricostruire le antiche ambientazioni cinesi.
La sezione E tutti ridono… raccoglie i film più divertenti, le commedie più interessanti dai tre continenti. Nella sezione Proiezioni speciali Fuori concorso troviamo Ibi, di Andrea Segre. Un esperimento sull’auto-narrazione diretta e spontanea di una donna migrante, che racconta sé stessa e la sua Europa ai figli rimasti in Africa. Liyana, di Aaron e Amanda Kopp che realizzano un’opera di animazione in 3D. I traumi del passato in una storia ricostruita da un gruppo di talentuosi orfani dello Swaziland, guidati dalla celebre cantastorie Gcina Mhlope.
Dark Wind, di Nila Madhab Panda racconta dell’incontro tra un anziano contadino cieco e un agente di recupero crediti. Ironia, dramma e cambiamenti climatici si incrociano per dare vita ad una storia di sopravvivenza. Il film nasce dall’elaborazione di storie vere raccolte dal regista indiano Nila Madhab Panda in due zone dell’India dove più forti sono gli effetti dei cambiamenti climatici.
Sembra doveroso l’omaggio che il festival renderà ad Idrissa Ouédraogo, prematuramente scomparso, con la proiezione di Samba Traoré del 1993, tra i suoi capolavori e già vincitore dell’Orso d’oro a Berlino.
Il famoso compositore inglese Michael Nyman è il presidente delle Giuria Ufficiale del Concorso Lungometraggi. La presentazione di alcuni suoi lavori filmati completerà il programma del festival che sarà, come sempre, arricchito da incontri, mostre e occasioni per scambi culturali con la città che ospita la manifestazione soprattutto presso il Festival Center e grazie al lavoro instancabile delle due storiche direttrici Annamaria Gallone e Alessandra Speciale.