Sconnessi, di Cristian Marazziti

Ettore è uno scrittore di successo, fiero oppositore di social network e app, che sta vivendo un periodo di crisi creativa. In occasione del suo compleanno decide di organizzare un week end nel suo chalet di montagna con i suoi figli, la sua nuova compagna incinta, un paio di cognati rumorosi e una governante russa con figlia adolescente al seguito. All’improvviso, un misterioso blackout renderà inutili tutti gli smartphone, costringendo la famiglia di Ettore a sconnettersi con il mondo virtuale e, con ovvi risultati tragicomici, a confrontarsi tra loro. Sconnessi, distribuito dalla Vision Distribution (che sta inesorabilmente conquistando un grande spazio nel panorama della distribuzione italiana), è un prodotto già pensato per una fortunata vita su Sky tv. Diretto e sceneggiato da Cristian Marazziti (e scritto anche da Michela Andreozzi, fresca di esordio proprio grazie alla Vision), il film, pur nel genere comico, ha l’ambizioso obiettivo di stigmatizzare il nostro ossessivo bisogno di connessioni, deridendo la nostra esigenza di cercare ogni risposta sullo schermo di uno “cellulare”.

A pochi giorni di distanza da A casa tutti bene, è curioso ritrovarsi di fronte un altro film che mette una famiglia borghese, con l’escamotage dell’imprevisto meteorologico, di fronte alle proprie ipocrisie e alle proprie ombre. Se nel film di Muccino, anche per la sua predisposizione ideologica, il racconto degenera verso il tragico ostentato, in Sconnessi la narrazione gioca sugli spunti comici, accomodandosi in un benaugurate lieto fine. Fabrizio Bentivoglio, ormai approdato nei morbidi territori della commedia, vede, dunque, il suo altezzoso aplomb d’intellettuale scontrarsi con la forza spontanea della coppia Ricky Memphis – Stefano Fresi, sempre pronta a indossare qualunque personaggio, anche quelli eccessivamente scritti, e con una Carolina Crescentini più a suo agio con i ruoli leggeri e borgatari che con i feroci eccessi mucciniani.
Al di la del nostro paragone (più dato dalle tempistiche che da veri collegamenti concettuali temporale) con l’ultimo film di Muccino,  è chiaro che il modello guardato da Marazziti e da Andreozzi sia quello dei fratelli Vanzina. Non solo per la scelta di alcuni volti cari ai cineasti romani (Memphis, Fantastichini, ovviamente Mattioli, ci vogliamo mettere anche questo Bentivoglio leggero alla Via Montenapoleone?) Sconnessi riprende lo stile dei due fratelli romani proprio nel modo di trattare la realtà, di divertirsi sulle differenze tra generazioni, tra classi sociali, tra sentimenti. Da questo punto di vista, Sconnessi è davvero un film vanziniano. Il problema è che, a differenza delle opere di Enrico e Carlo (anche di quelle più deboli e sfortunate), il film di Marazziti rimane nel guado tra l’amore per la sua “morale” sociologica e i tentativi di satira farsesca. Questa confusione narrativa costringe il film a mancare molti colpi sicuri per inseguire, nel modo più veloce e inoffensivo possibile, un finale accomodante e facile.


Regia: Cristian Marazziti

Interpreti: Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis, Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Eugenio Franceschini, Antonia Liskova, Benedetta Porcaroli, Giulia Elettra Gorietti

Distribuzione: Vision Distribution

Durata: 90′

Origine: Italia 2018