Veloce come il vento: parlano Stefano Accorsi, Matilda De Angelis e Matteo Rovere

“L’idea del film nasce da varie suggestioni, tra le quali il fatto che fin da bambino ho sempre voluto fare un film d’azione, che potesse intrattenere il pubblico. Altro elemento era il fatto che ho sempre voluto fare un film su mondi retti da regole specifiche, e quello delle auto da corsa era l’ideale”, afferma il regista Matteo Rovere, che  con Veloce come il vento (in uscita il 7 aprile) cambia drasticamente registro per la sua terza regia dopo Gli Sfiorati e prosegue: “Pur essendo vestito come un film d’azione sul mondo delle auto, nel mio film c’è anche altro in campo, c’è il legame tra fratelli, e più in generale il senso di protezione: quanto sei disposto a rischiare per salvare chi ami? Il film è preso dalla storia vera dell’ex pilota decaduto Carlo Capone, che nonostante i suoi problemi di tossicodipendenza ha accettato di allenare sua sorella, anch’essa pilota. I due protagonisti sono stati costretti a gestire insieme grandi problemi, e mi affascinava ed emozionava questo rapporto familiare”. Stefano Accorsi parla del suo personaggio, Carlo Capone divenuto nel film Loris De Martino, sottolineando come ad interessarlo fosse l’ottica nuova sulla tossicodipendenza: “La scintilla di vita che non si spegne in Loris è fondamentale. Con gli sceneggiatori abbiamo fatto un lavoro molto specifico, ossia abbiamo affrontato la tossicodipendenza per Loris De Martino. Spesso vedo la tossicodipendenza mostrata in maniera a sè stante, mi manca il personaggio dietro alla patologia. Nel caso di Loris il personaggio era talmente forte che superava la mera messa in mostra degli effetti della tossicodipendenza. Ed un elemento essenziale era che fosse un pilota, una persona abituata a gestire situazioni estreme”. veloce come il ventoL’attore, che per entrare nel personaggio di Loris ha fatto un grande lavoro sul corpo perdendo dieci chili, ha spiegato anche che “la storia di Loris secondo me è quella di un lentissimo risveglio, è un tossicodipendente, ma con un passato da campione sportivo, e questo cova sotto la cenere. È come se tutto quello che ha vissuto continuasse ad essere in qualche modo presente, ha mantenuto una specie di orgoglio che mi ha veramente intrigato”. L’attrice Matilda De Angelis, al suo primo ruolo in un lungometraggio parla del suo look nel film e del rapporto tra Giulia, il suo personaggio e Loris, suo fratello. “Il look era un pò punk, un pò aggressivo per creare una dissonanza tra l’aspetto e la rigidità di Giulia, rigidità e compostezza che la ragazza deve mantenere per forza di cose, visto che si carica tanti pesi sulle spalle. A proposito del rapporto con Loris, all’inizio tra i due c’è un muro che sembra insormontabile, ma col tempo i due imparano a conoscersi e riconoscersi. Lui ha bisogno di lei per riscattarsi, lei ha bisogno di lui per vincere il campionato. In questo modo riscoprono di essere una famiglia, la famiglia forse è una cosa difficile, ma è anche una grande avventura”.