Vista mare, di Andrea Castoldi

Italia 2020. La regione Puglia è diventata una frontiera militarizzata, una linea di confine da non oltrepassare e al collasso a causa delle migliaia di italiani che in pochi mesi l’hanno invasa. Lo Stato italiano è ormai alla deriva. Le rivolte popolari e le manifestazioni si susseguono a causa di una crisi economica sempre più soffocante. Scontati tre anni di carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora agli arresti domiciliari, Stillitano (Arturo Di Tullio) è deciso a ricominciare dalla sua vecchia vita di pizzaiolo. Le condizioni sfavorevoli in cui versa il Paese lo obbligano però a partire alla volta della Foresta Umbra, non prima di aver derubato il suo compagno di cella, che gli aveva confidato dove aveva nascosto il suo bottino a casa della mamma anziana. Stillitano, nella Foresta Umbra, raggiunta nascosto in un tir, incontra un gruppo di italiani, rifugiati da settimane in un vecchio casolare abbandonato, che come lui è in attesa di poter salire su un gommone di fortuna per raggiungere la tanto sognata Albania, terra prospera di lavoro e di speranza. Il finale è in fondo un ritorno, a tutti gli effetti…

Il quarantunenne autore lombardo, al suo secondo lungometraggio, dopo Ti si legge in faccia del 2010, presenta con queste parole il suo lavoro: “Racconto in maniera disincantata una realtà che parte dall’attuale situazione economica italiana. E’ un film a cerchio chiuso, finisce da dove comincia, nel mezzo si muove il tema del film, l’emigrazione. Vista Mare non vuole raccontare il dramma da dentro le vicende dei suoi protagonisti, ma semplicemente avvicinarsene fino a sentirne l’odore provando a immaginare quel che potremmo vivere in prima persona in un futuro vicino o lontano. L’opera non ha la pretesa di smuovere le coscienze, il suo scopo è semplicemente quello di scuotere le parole, il dibattito e il confronto. Si porta così sul grande schermo uno sparuto gruppo di personaggi e di vissuti, seguendo un fil rouge che conduce ad un bivio: dannazione o redenzione? Il film è stato realizzato in 15 giorni e girato tra Piacenza, Torino e Milano. Il poco budget a disposizione ci ha imposto un cast tecnico essenziale composto da non più di cinque figure: fotografia, assistente alla macchina, suono, produzione, montaggio”.

vista mare2Piccolo film, dal ritmo sempre compassato, ma che riesce a farci immedesimare nella condizione di clandestino in cui innumerevoli confini ci definiscono, segnalando discontinuità, barriere da infrangere, divieti da osservare, soglie reali o simboliche. I limiti ci circondano e ci condizionano da ogni lato e sotto ogni aspetto, come gli orizzonti sensibili, intellettuali e affettivi del nostro animo per finire con il termine ultimo della morte. Anche quando non si hanno di mira un maggiore benessere e una sicurezza garantita, come è il caso degli esploratori o degli avventurieri dello spirito, il viaggio senza vie tracciate in anticipo sembra costituire un tratto distintivo della modernità.


Regia: Andrea Castoldi
Interpreti: Arturo Di Tullio, Pietro Sarubbi, Lorenza Pisano
Distribuzione: CF-Film
Durata: 85’
Origine: Italia, 2017