Wes Anderson, una volpe troppo furba

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Fur flies on “Mr. Fox”: questo il titolo dell'articolo dell'L.A. Times di domenica a proposito del nuovo film di Wes Anderson, Fantastic Mr. Fox (dal romanzo Furbo, il signor Volpe di Roald Dahl): sembrerebbe che il regista de I Tenenbaum abbia diretto la pellicola via e-mail, non tanto perché impegnato in un altro progetto o perché richiesto a Parigi, dove si è trasferito, ma semplicemente perché non avrebbe voluto passare due anni ai Three Mills Studios di Londra dove il film è stato girato. “Ho pensato di scrivere la sceneggiatura, assegnare le parti e registrare gli attori. Quindi di lavorare con alcune persone per buttare giù qualche schizzo, farlo apparire in una certa maniera. Ma a un certo punto, lo avrei passato ad altre persone per animarlo. E loro me lo avrebbero restituito così da potervi aggiungere la musica e abbellirlo”: dichiarazioni che, forse, dovrebbero spingerci a ripensare il modo di fare cinema di un autore a dire il vero spesso un po' troppo distante e controllato. “Penso sia un po' sociopatico e che soffra di disturbo ossessivo-compulsivo. Il contatto con la gente lo turba. In questa maniera, può stare tutto il giorno chiuso in una stanza vuota seduto al computer. È un po' come il Mago di Oz” è la versione dell'operatore Tristan Oliver.