19/4/2005 – I documentari in sala vanno forte

Profondo Blu, il documentario inglese di Alastair Fothergill e Andy Byatt sulla vita sottomarina, è al 14° posto della classifica Cinetel, con oltre 170 mila euro di incasso, dopo la prima settimana di programmazione nelle sale cinematografiche italiane dove è uscito l'8 aprile. Lo tallona, al 16° posto, Super Size Me, il documentario contro la "dieta americana" di Morgan Spurlok, uscito lo stesso giorno. Distaccato, invece, Mondovino, di Jonathan Nossiter, una coproduzione tra Argentina, Francia, Spagna, Italia e Usa, anch'essa in sala dall'8 aprile e attualmente al 37° posto della classifica Cinetel.


La contemporanea uscita nelle sale di tre documentari è un evento praticamente unico in Italia, dove le dita di una mano erano più che sufficienti per contare in ogni stagione il numero complessivo dei documentari che riuscivano a trovare visibilità sul grande schermo.


"Credo – dice al Giornale dello Spettacolo Fabrizio Grosoli, responsabile di Fandango Doc, la società che per prima ha iniziato a distribuire documentari in sala – che l'uscita di tre titoli nello stesso week end sia una semplice coincidenza, e non il risultato di una politica fortemente concorrenziale fra le varie distribuzioni, che sarebbe dannosa per tutti. Ritengo, piuttosto, che tutto derivi dal clima di euforia scatenato dal fenomeno Fahrenheit 9/11, che ha sdoganato il documentario, dimostrando come il genere non abbia nulla da invidiare al cinema di finzione. Entro l'estate è prevista l'uscita di altri titoli del genere".


Riguardo alle prospettive di mercato, Grosoli distingue: "Se per il documentario il mercato sala è certamente molto importante, continua ad essere prioritario il mercato dvd. Ad esempio, noi siamo soddisfatti del risultato sala ottenuto da The corporation, ma siamo addirittura entusiasti dei numeri raggiunti in dvd, dove il film ha completamente esaurito la prima tiratura di 15 mila esemplari. In prospettiva, pensiamo distribuire una decina di documentari in sala ogni stagione, ma soprattutto puntiamo a rafforzare la linea editoriale su dvd".


Malgrado il successo, scarseggiano, però, opere italiane. La stessa Fandango ha in uscita solo La storia del cammello che piange di Luigi Falorni, che si vedrà al cinema a maggio.


"Premesso – dice Grosoli – che La storia del cammello che piange è uno dei titoli su cui puntiamo maggiormente e sul quale, come accaduto con Super size me, ci impegneremo in una promozione particolarmente agguerrita e onerosa, c'è da dire che il progressivo disimpegno della Fandango, dalla produzione e distribuzione di documentari italiani è conseguenza dello scarsissimo interesse delle nostre televisioni nei confronti di questo genere. In tutto il mondo i documentari si realizzano grazie all'appoggio delle reti tv, senza le quali è difficile realizzare opere impegnative e costose, che sono poi quelle in grado di reggere il confronto con il pubblico sul grande schermo. La speranza è che la nuova legge cinema, che consente anche ai documentari di accedere al Fondo di Garanzia, favorisca un rilancio della produzione nazionale".