Asian Film Festival a Roma: Hanezu No Tsuki di Naomi Kawase

sabato 21 aprile ore 19

Hanezu No Tsuki di Naomi KawaseSabato 21 aprile – eccezionalmente alle ore 19 – sarà proiettato il film Hanezu No Tsuki, di Naomi Kawase, meravigliosa cineasta giapponese quasi sconosciuta in Italia e invece molto amata a Cannes – dove il film era in Concorso.

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Sulla Croisette la Kawase ha già vinto la Caméra d'Or nel 1997 per il debutto Moe no suzaku e dieci anni dopo, il Grand Prix per Mogari no Mori (The Mourning Forest). Nel 2008, sempre a Cannes, ha vinto il premio Carrosse d'Or.

 

Hanezu No Tsuki – Giappone 2011, 91’
PROIEZIONE IN V.O CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO
INGRESSO GRATUITO

 

Hanezu no tsuki, storia universale che corre da un antico villaggio giapponese tra le montagne al nostro presente e viene dedicata "alle anime dimenticate che hanno atteso a lungo per realizzare i propri desideri".

La storia di quelle persone e di quei sogni prosegue nella vita di Takumi e Kayoko. "Sono convinta che siamo tutti parte della lunga storia di cento, mille, milioni di anni, fintanto che viviamo pienamente la nostra esistenza" dice la regista in un messaggio pubblicato sul suo sito ufficiale, esprimendo una forte esigenza di condivisione della sua opera all'interno di un contesto più ampio di quello della sua terra d'origine.

Il titolo del film Hanezu allude a una parola antica che compare nel Man'yòshù, la più antica raccolta giapponese di poesie, datata tra il settimo e l'ottavo secolo, e indica una tonalità di rosso. Si dice che il rosso sia il primo colore riconosciuto dall'uomo, associabile col sangue, il sole e il fuoco. Questi tre elementi simboleggiano la vita stessa, e contemporaneamente, qualcosa di fragile ed effimero che svanisce facilmente: un concetto tipico della cultura nipponica.

Come sempre, gli elementi giocano un ruolo importante nella poetica della regista, che si racconta così: "Io vivo costantemente con l'idea che sono parte integrante della natura. Nell'era moderna, con l'illusione che siamo superiori a tutte le cose, l'uomo ha perso la capacità di coesistere con la natura, perfino di riconoscersi in essa. Questo genera sofferenza. Si potrebbe dire che gli esseri umani svolgono dei ruoli di supporto nei miei film: ritraggo la natura come protagonista, perchè ritengo questa la cosa importante da trasmettere alle generazioni future".

La recensione di Sentieri Selvaggi

 

SABATO 21 APRILE ORE 19
VIA CARLO BOTTA 19 ROMA

INFO TEL. 06/96049768
 

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