CANNES 66 – Incontro con François Ozon e Marine Vacth per "Jeune et jolie"

François Ozon sul set di Jeune et jolieFrançois Ozon ha presentato in concorso il suo ultimo film, Jeune et jolie assieme alla modella francese Marine Vacth. Nel corso dell'incontro si e' parlato dell'adolescenza, di Françoise Hardy, di come creare la necessaria distanza per parlare della prostituzione di una studentessa della 'pressione e del gioco' del Festival di Cannes e poi sono state paragonate la protagonista di questo film con Ludivine Sagnier

 

Quali difficolta' ci sono state nell'affrontare il tema dell'adolescenza?

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François Ozon: Avevo già trattato questo tema  nei primi cortometraggi. Poi, dopo l’incontro con alcuni attori come Charlotte Rampling, ho preferito avere come protagonisti dei personaggi più maturi. Dopo l’esperienza di Dans la maison avevo comunque voglia di lavorare ancora con degli adolescenti e in particolare con una giovane ragazza. Ed è lei che ha rappresentato il punto di partenza per questo progetto. Penso che spesso, non solo nel cinema francese ma anche in quello internazionale, l’adolescenza sia troppo idealizzata. Personalmente ho un ricordo difficile e doloroso di quel periodo della mia vita quindi mi sarebbe piaciuto riaffrontarla di nuovo con un’altra maturità e una maggiore distanza. L’idea di questo film era di fare un ritratto di una giovane ragazza di oggi in un contesto realístico. Nel modo di filmarla e di seguirla invece connotarla in maniera un po’ impressionista. Per questo la scelta delle quattro stagioni e le quattro stagioni che segnano le tappe di questa vicenda. Lei resta un mistero che ho voluto condividere fino in fondo con lo spettatore.

 

Come ha affrontato il suo personaggio?

Marine Vacth: Quello che mi ha colpito del suo comportamento sono i suoi silenzi, la distanza che mette tra sè e gli altri. Non parla, non si scusa. Vive ciò che sente di vivere in quel momento

 


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Come ha lavorato con François e cosa l’ha sorpresa?

Marine Vacth: Non mi ha sorpreso nulla. Abbiamo discusso parecchio e fatto diverse prove tra noi. Alla fine è stato semplice perchè mi sono fidata dello sguardo di François

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Come si trova la giusta distanza?

François Ozon: Si trova sia nella scrittura, sia nelle riprese, sia anche nel montaggio. La scrittura del film si fa ancora nel montaggio anche nella scelta di mantenere un piano largo o un’inquadratura ravvicinata. Come metodo, cerco sempre di trovare la giusta distanza perchè reputo lo spettatore inteligente per interpretare delle situazioni da solo ed è per questo che non voglio dargli tutte le chiavi. E poi cerco di dare anche l’insieme dei punti di vista tanto è vero che il film inizia com quello del fratellino

 


La scelta della canzone di Françoise Hardy?

François Ozon: Mi piace molto, l’avevo già inserita nella colonna sonora di Gocce d’acqua su pietre roventi ed è la cantante che ha comunicato meglio i tormenti dell’adolescenza anche attraverso la sua visione dell’amore disincantato.

 

Marine Vacth e Geraldine Pailhas in una scena di Jeune et jolieE il modo di filmare la sessualita'?

François Ozon: Quello che mi interessava nel mostrare la prima volta della sessualità è che si può essere presenti e al tempo stesso assenti. Il personaggio di Marine è così forte da essere capace praticamente di guardarsi allo specchio mentre fa l’amore

 


Che differenze ci sono tra Ludivine Saigner e Marine Vacth?

François Ozon: Sono differenti ma entrambe hanno delle personalità molto forti. Ludivine magari ha più esperienza sul set perchè ha cominciato a recitare sin da giovanissima, Marine ovviamente di meno, ha fatto piccoli ruoi in due film però dalla sua ha l’esperienza come modella.

 


Il passaggio dalla moda al cinema?

Marine Vacth: Essenzialmente mi considero sempre una modela anche se recitare mi è piaciuto molto. Mi piacerebbe continuare su questa strada ma non ho vissuto questo film come una transizione nella mia carriera

 


La scelta di questo ruolo?

François Ozon: Ho fatto un casting con molte ragazze dai 16 ai 20 anni per il ruolo della protagonista. Ho fatto fare dei provini con la scena dal commissariato. Di Marine mi ha colpito il suo approccio realístico in questa situazione. Aveva uno sguardo particolare e riusciva anche a nascondere un mistero

 


Per Marine, quale è stata la scena più difficile da girare?

Marine Vacth: Tutto è stato più o meno simile. Del resto era un lavoro e non un interrogatorio. Non c’è stata una scena difficile in particolare. Facevo quello che c’era da fare. Ho soprasttutto creato col mio personaggio un’empatia e ho voluto comprenderla e sostenerla nelle sue scelte.

François Ozon: La scena dallo psicologo, con la madre e la figlia insieme, è stata forse quella più dura da girare

Marine Vacth: Si, è vero, la sola forse dove ero un po’ nervosa.

 


Come ci si sente a essere in concorso a Cannes?

François Ozon: Si sente la pressione ma è anche un gioco e un piacere. Ed è un privilegio essere giudicati da cineasti di tutto il mondo