"Chef", di Daniel Cohen

Anche le gag più promettenti risultano bloccate, ripiegate su se stesse, come se il regista riuscisse a impedire qualsiasi vero movimento ai suoi personaggi. Jean Reno ce la mette veramente tutta: presenza scenica, fisicità, e una salsa speciale che non gli viene più bene da quando la moglie lo ha lasciato. Ci si poteva concedere almeno il gusto di un ingrediente a sorpresa, o dell'esaltazione di un sapore che avrebbero, forse, dato respiro alle potenzialità di questo film

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Si poteva prendere un piacere puro, quello del cibo, e torcerlo, scavarlo, esasperarlo, mostrare davvero i rovesci dell'alta cucina e i suoi strani legami con la percezione e l'attribuzione di status. Si poteva tirarne fuori una commedia, dal tema del cibo, dalle sue liaison visibili e invisibili con il sesso. Jean Reno ce la mette veramente tutta: presenza scenica, fisicità, e una salsa speciale che non gli viene più bene da quando la moglie lo ha lasciato. A lui dobbiamo in fondo i momenti migliori di questa pellicola soffocata in quasi ogni sua potenzialità: uno sopra tutti, quello che il grande chef francese passa con il tirocinante Jacky in una cantina. Il vino, per un attimo, scioglie ogni ingessatura e finalmente i protagonisti, amici, si ritrovano a fare la pazzia che il regista concede loro.

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Il resto è lontano dalla disinvolta, quasi noncurante abilità cui ci avevano abituato commedie più o meno recenti come Giù al nord e Louise-Michel, ma anche dal movimento irresistibile di Ratatouille. Qua e là sprazzi di realismo: la giovane moglie incinta di Jacky, cuoco talentuoso ma squattrinato, che gli mostra lo scoperto del conto in banca; la rivolta degli ospiti della casa di cura in cui Jacky fa l'ennesimo lavoretto destinato a durare poco; il grande chef Alexandre Lagarde piegato dal primo uomo d'affari piombato su di lui con il suo voto all'abbattimento dei costi; le difficoltà di comunicazione nelle coppie di trentenni e quelle classiche dei precari, ovvero riuscire a essere in tre posti contemporaneamente.

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Anche le gag più promettenti (come quella in cui i due protagonisti si travestono da giapponesi e affrontano la cucina molecolare, o quella in cui Jacky partecipa al programma televisivo culinario condotto da Alexandre, e quella in cui l'esperto mondiale di cucina molecolare mostra le sue capacità) risultano bloccate, ripiegate su se stesse, come se davvero il regista riuscisse a impedire qualsiasi vero movimento ai suoi personaggi. Ci si poteva concedere almeno il gusto di un ingrediente a sorpresa, o dell'esaltazione di un sapore che avrebbero, forse, dato respiro alle potenzialità di questo film.

Titolo originale: Comme un chef
Regia: Daniel Cohen
Interpreti: Jean Reno, Michael Youn, Raphaelle Agoguè, Julien Boisselier, Salomè Stevenin, Santiago Segura, Andrè Pervern
Origine: Francia, Spagna 2012
Distribuzione: Videa-CDE
Durata: 84'

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