(doc) “Inside Job”, di Charles Ferguson
Quello di Ferguson è cinema politico nel senso più alto del termine, un reportage sul campo dissestato e nebbioso delle nostre democrazie. Il regista americano sceglie di non mostrarsi mantenendo uno sguardo distaccato e clinico che fa emergere i più perversi meccanismi finanziari alla base del crollo rendendoli comprensibili all’opinione pubblica. Oscar nel 2010 come miglior documentario, esce direttamente in dvd per Feltrinelli Real Cinema in un’edizione con libro allegato

Se Michael Moore scagliava sul governo di Wall Street la propria ingombrante forza mediatica, raccontando la crisi dal basso e avvicinandosi, anche emotivamente, a coloro che ne hanno subito drammaticamente gli effetti, Charles Fergurson sceglie invece di non mostrarsi mantenendo uno sguardo distaccato e clinico che fa emergere i più perversi meccanismi finanziari alla base del crollo rendendoli comprensibili all’opinione pubblica. Parla poco, ma fa parlare parecchio, attraverso dati analitici, statistiche e grafici, interviste a economisti, esperti e profeti inascoltati. A essere eloquenti non sono solo le parole spese sul rapporto malato tra finanza privata e cosa pubblica, ma anche e soprattutto i silenzi, il rifiuto di fornire spiegazioni di fronte a frodi spudorate (come quelle commesse dalle agenzie di rating, che hanno continuato a classificare con una tripla A società finanziarie sull’orlo del fallimento) o a macroscopici conflitti d’interesse (il caso, tra i tanti, di Glenn Hubbard, consigliere economico di George Bush e preside della Columbia Business School). La parata delle medesime facce che cambiando semplicemente ruolo (ora ministri, ora manager, ora professori universitari) da oltre vent’anni ricompaiono nei ruoli chiave sotto ogni Amministrazione, compresa quella di Obama, è la conclusione perfetta di quest’amarissima lezione sulla debolezza della politica; lezione che obbliga gli spettatori a interrogarsi sull’urgenza di riformare un sistema che continuerà a causare nuove crisi.

Ulteriori approfondimenti sulla genesi del documentario e sulle tesi che vi vengono esposte si possono trovare nei contenuti speciali del dvd (la realizzazione di Inside Job), con interventi dello stesso Ferguson e di alcuni economisti che avevano predetto la crisi. Allegato all’edizione Feltrinelli Real Cinema c’è anche un volume di 120 pagine strutturato in due parti. La prima contiene alcuni contributi critici, i profili dei protagonisti della crisi, un glossario della finanza e la cronologia degli eventi che hanno condotto alla bolla speculativa. La seconda parte riporta un’interessante guida per gli insegnanti che intendono far proiettare il film nelle scuole redatta da Frank Partnoy, professore di Diritto all’Università di San Diego, che propone diversi strumenti per far comprendere agli studenti le implicazioni e le conseguenze che i meccanismi dell’alta finanza hanno nella vita quotidiana dei cittadini. Concludono il volume due estratti: L’enigma del capitale dall’omonimo saggio di David Harvey (Feltrinelli, 2011), assaggio del pensiero neomarxista del politologo britannico, e Pandemie globali da La crisi non è finita (Feltrinelli, 2010) di Nouriel Roubini e Stephen Mihm, che indica alcune delle misure fondamentali da prendere per uscire dalla crisi in modo stabile. Roubini, uno dei più autorevoli economisti internazionali, compare anche nel documentario di Ferguson tra la varie personalità intervistate: fu una delle poche voci che già dal 2006 tentarono di mettere in guardia su un possibile imminente crack dell’economia mondiale.