"Due volte lei" di Dominik Moll

Il cinema della Moll è meccanico, freddo, quasi soffocante nel modo in cui mette visivamente in atto la destabilizzazione borghese, con squarci onirici come quello dell'invasione dei roditori scandinavi in cucina.

--------------------------------------------------------------
MASTERCLASS DI REGIA ONLINE CON MIMMO CALOPRESTI DAL 5 MARZO

--------------------------------------------------------------

Il titolo prende il nome da quello di un roditore della Scandinavia che, casualmente, ottura il lavandino dell'abitazione dei giovani protagonisti, Alain (Lucas) e Benedicte (Gainsbourg). Lui è un brillante ingegnere che si è trasferito da poco in una nuova città e una sera decide di invitare a cena il suo principale Richard Pollock (Dussolier) e la moglie Alice (Rampling). L'incontro non sarà senza conseguenze. La moglie di Pollock è scostante, mette a disagio il marito e, a causa dell'imbarazzo provocato, lo costringe ad andarsene via. Moll, che  aveva presentato al Festival di Cannes nel 2000 Harry, un amico vero, costruisce un cervellotico gioco della crudeltà sospeso tra realtà e apparenza, disgregando come nell'opera precedente il tranquillo universo familiare borghese in cui un fattore esterno altera totalmente gli equilibri. Se in Harry, un amico vero, questo era rappresentato da un uomo che si presenta alla famiglia spacciandosi per un vecchio compagno di scuola del protagonista, in Lemming invece assume il volto di Alice, interpretata da un'enigmatica Charlotte Rampling. L'opera di Moll si sposta verso le forme del thriller, creando degli effetti quasi speculari tra le due donne. Ad un certo punto si vede Benedicte che parla ad Alain facendo finta di essere Alice, poi, dopo che il suo viso si oscura improvvisamente, compare la faccia della vera Alice, che si era suicidata qualche tempo prima nell'appartamento della giovane coppia. Quasi una specie di 'donna che visse due volte' oppure anche richiamo a quelle apparizione di dark lady fantasmatiche proprie dei noir statunitensi. Ma il cinema di Moll è meccanico, freddo, quasi soffocante nel modo in cui mette visivamente in atto questa destabilizzazione borghese, con squarci onirici come quello dell'invasione dei roditori scandinavi in cucina che spinge Lemming verso le zone del cinema d'oltralpe più pretenzioso ma che, al tempo stesso, non possiede alcuna tensione, che mostra i luoghi (le abitazioni dei protagonisti, la casa in montagna, gli alberghi, l'ufficio) come potenziali territori all'interno dei quali potrebbero nascondersi oscuri segreti come nel cinema di Chabrol. Al contrario del regista di Il buio nella mente e Grazie per la cioccolata dove c'è un accumulo di elementi che esplodono, in Lemming tutto è già preordinato, calcolato sin dalla labirintica sceneggiatura, con richiami psicanalitici, dello stesso Moll e di Gilles Marchand.

--------------------------------------------------------------
10 ANNI SENZA PHILIP SEYMOUR HOFFMAN 2014/2024

--------------------------------------------------------------

Titolo Originale: Lemming


Regia: Dominik Moll


Interpreti: Charlotte Gainsbourg, Laurent Lucas, Andrè Dussolier, Charlotte Rampling


Distribuzione: Lucky Red


Durata: 129'


Origine: Francia, 2005

----------------------------
AUTORI E STILI DI REGIA, UN CORSO ONLINE DELLA REDAZIONE DI SENTIERI SELVAGGI, DAL 27 FEBBRAIO

----------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative