DVD – L’Uomo Tigre, il campione

Sono già trascorsi 50 anni dalle prime trasmissioni tv de L’Uomo Tigre, avvenute in Giappone nell’Ottobre del 1969: un periodo in cui la Toei Animation, già attiva nel campo dei lungometraggi animati per il grande schermo, cercava di ritagliarsi uno spazio anche nel mercato della serialità televisiva, in grosso fermento dopo la discesa in campo, pochi anni prima, del “dio del manga” Osamu Tezuka. La direzione impressa dalla dirigenza cercava perciò di seguire lo stesso principio di ispirazione dalle opere di famosi mangaka (con Shonen Ninja Kaze no Fujimaru del 1964, da Sanpei Shirato, Ge Ge Ge no Kitaro, del 1968, da Shigeru Mizuki e Cyborg 009, ancora del 1968, da Shotaro Ishinomori), ma il successo vero sarebbe arrivato quando lo staff di animatori supervisionato dal regista Takeshi Tamiya avrebbe preso e rivoltato come un calzino le pagine di Tiger Mask, pubblicato dalla Kodansha e creato da Ikki Kajiwara e Naoki Tsuji. Chiunque abbia letto la versione cartacea (pubblicata in Italia da Saldapress e Panini) può infatti constatare con precisione quanto il tratto morbido con cui si raccontavano le imprese del wrestler mascherato non abbia nulla a che fare con le figure spigolose della controparte televisiva.

A queste va aggiunta una regia virtuosistica, spesso capace di superare le limitazioni dell’animazione vera e propria (in più punti poco fluida), usando la carta della trasfigurazione: i nemici diventano giganteschi, le proporzioni dello stesso Uomo Tigre cambiano dalle scene sul ring a quelle in cui visita la casa degli orfani nel ruolo del timido Naoto, mentre già si delinea uno dei tratti distintivi dell’animazione Toei anni Settanta, l’uso forte del colore, in grado di esteriorizzare i sentimenti dei personaggi ammantando l’opera di una qualità espressionista. In tutto questo non va dimenticato l’apporto di Tomoharu Katsumata, che fece tesoro dell’esperienza maturata sui set di Masahiro Makino e sui film di samurai, realizzando alcune delle puntate più significative dell’intera serie, come la 22 (Una speranza per domani) o la 55 (Città inquinate), senza dimenticare la 78 (Un duello all’ultimo sangue)e la conclusiva 105 (La disfatta di Tana delle Tigri), utili a stabilire la caratura lirica di una vicenda sportiva in cui ai drammi psicologici dell’eroe fanno da risonanza pure i drammi portati dall’impennata industriale frutto delle riforme del primo ministro Hayato Ikeda.

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Ecco dunque che la serie, da metà in poi, abbandona totalmente la trama del manga per diventare opera originale in cui si rafforza la riflessione identitaria data da un protagonista senza passato (poiché ex orfano), che nasconde la sua vera natura filantropica dietro la maschera del lottatore, cercando di farsi carico degli errori di un Giappone forgiato nella violenza della guerra e che anche nel confronto sul quadrato con i wrestler americani esprimeva la sua confusione del doversi considerare una superpotenza succube. Il tutto accompagnato da una riflessione non banale sulla rappresentazione della violenza, che trova terreno fertile in un pubblico che parteggia per l’eroe giapponese contrapposto ai guerrieri americani, pur inorridendo di fronte alle tecniche sadiche che sono il marchio di Tana delle Tigri.

Un autentico tour-de-force narrativo e visivo, quindi, che fra mille invenzioni farà scuola e spianerà la strada alle future collaborazioni di Toei con Go Nagai (Mazinga Z e la stagione dei robot giganti), Leiji Matsumoto (Capitan Harlock), Testuo Hara (Ken il guerriero) fino ad Akira Toriyama (Dragon Ball) e Eiichiro Oda (One Piece).

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L’occasione è pertanto ottima per accogliere con favore la nuova raccolta DVD proposta da Yamato Video su distribuzione Koch Media, nell’ambito della linea Anime Factory, che sta proponendo in eleganti cofanetti le serie più celebri e amate di decenni di animazione giapponese. L’Uomo Tigre è composto da tre box slipcase da 7 dischi ciascuno. Risaltano poi in particolare i booklet di accompagnamento, con gli studi dei personaggi, gli sfondi e le sinossi delle puntate, che permettono di aggiungere un ulteriore tassello allo studio del “dietro le quinte” di un’opera così straordinaria. La nota stonata riguarda i master utilizzati per l’edizione, gli stessi che circolano già da anni e che, nella ricorrenza del cinquantennale, risultano più che mai obsoleti e imperfetti. A questo si aggiungono i sottotitoli, che la cover promette come frutto di una nuova traduzione dei testi originali, ma che invece sono tratti dai dialoghi italiani. Negli extra, infine, sono presenti le sigle originali e alcuni trailer dalla ricca library Yamato. Nel complesso un’operazione che si rivolge più ai nostalgici che vogliono raccogliere la serie in poco spazio e preferibilmente si erano già lasciati sfuggire le precedenti edizioni. Da notare che, accanto alle uscite singole, è possibile acquistare anche il cofanetto completo, in esclusiva per Amazon, con i tre box e un quarto dedicato a Uomo Tigre II, in modo da contenere in un colpo solo le principali incarnazioni dell’eroe, a far bella mostra di sé in libreria.