È morto Albert Finney

È scomparso oggi, a Londra a 82 anni, Albert Finney, uno degli attori più rappresentativi del Free Cinema inglese. Nato a Salford il 9 maggio del 1936, si è diplomato alla Royal Academy of Dramatic Arts prima di ottenere il suo primo ruolo cinematografico in Gli sfasati (1960) di Tony Richardson, il regista che poi gli darà uno dei suoi ruoli più celebri, quello di Tom Jones nel film omonimo del 1963 con cui ha ottenuto la prima delle cinque nomination all’Oscar che però non ha mai vinto. Con gli altri registi del Free Cinema, è stato protagonista per Karel Reisz in Sabato sera, domenica mattina (1960) e La doppia vita di Dan Craig (1964).

Ha collaborato con Stanley Donen nello strepitoso Due per la strada (1967) dove, con Audrey Hepburn, disegnava il ritratto di una coppia in crisi alla ricerca del passato felice ed è stato Poirot in Assassinio sull’Orient-Express (1974) di Sidney Lumet con un cast internazionale. Ha poi lavorato, tra gli altri, con Stephen Frears (Sequestro pericoloso, 1971), Ridley Scott (I duellanti, 1977; Un’ottima annata, 2006), Alan Parker (Spara alla luna, 1982), John Huston (Annie, 1982; Sotto il vulcano, 1984), Peter Yates (Il servo di scena, 1983), Alan J. Pakula (Un ostaggio di riguardo, 1987), i fratelli Coen (Crocevia della morte, 1990), Mike Figgis (I ricordi di Abbey, 1994), Alan Rudolph (La colazione dei campioni, 1999), Steven Soderbergh (Erin Brokovich, 1999; Traffic, 2000), Tim Burton (Big Fish. Le storie di una vita incredibile, 2003) e ancora con Lumet in Onora il padre e la madre (2007). Ha poi partecipato a due film sulla saga su Jason Bourne (The Bourne Ultimatum. Il ritorno dello sciacallo del 2007 di Paul Greengrass e The Bourne Legacy del 2012 di Tony Gilroy) e uno di 007, Skyfall (2012) di Sam Mendes, che è stato anche il suo ultimo film.

Come regista ha diretto L’errore di vivere (1967) in cui ha interpretato anche il protagonista Charlie Bubbles.

A breve un profilo approfondito.