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Festival di Roma 2012 – "Kirikou et les hommes et les femmes", di Michel Ocelot (Alice nella città)

Kirikou et les hommes et les femmes

Tutta la saga su Kirikou è cominciata con una fiaba tradizionale africana su un bambino che parla con sua madre ancora prima di venire al mondo. Il bambino sa benissimo che cosa vuole perciò lo comunica a sua madre e lei non entra mai in panico, risponde tranquilla come se fosse la cosa più naturale del mondo. Secondo il regista, Michel Ocelot, i racconti africani sono deliziosi e commoventi grazie alla loro semplicità. In paesi europei, soprattutto quelli occidentali, tendiamo ad avere paura e nascondersi, in Africa invece la gente è aperta.

Kirikou et les hommes et les femmesKirikou et les hommes et les femmes, dopo Kirikou et la Sorcière (1998) e Kirikou et les Bêtes sauvages (2005), è la terza storia dedicata a Kirikou, un ragazzino africano piccolo ma molto saggio e indipendente. Cinque avventure raccontate dal nonno del ragazzino che ci invita nella sua grotta per portarci nel viaggio della sua memoria. Insieme a Kirikou aiutiamo la donna forte a riparare il tetto della sua casa distrutto dalla maliziosa strega Karaba, ritroviamo il pù vecchio e più saggio abitante del villaggio, scopriamo l’esistenza delle altre tribù e del grande potere della musica.

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Tutte le avventure del bambino sono molto semplici e in modo intelligente trasmettono anche un messaggio educativo. Michel Ocelot (scrittore, regista e animatore, famoso anche come realizzatore del video musicale di Björk) nelle animazioni usa diverse tecniche e diversi medium. Il suo genere preferito sono invece le fiabe. Tutta la saga su Kirikou è cominciata con una fiaba tradizionale africana incentrata su un bambino che parla con sua madre ancora prima della nascita. Il bambino sa benissimo che cosa vuole perciò lo comunica a sua madre e lei non entra mai in panico, risponde tranquilla come se fosse la cosa più naturale del mondo. Secondo Ocelot i racconti africani sono deliziosi e commoventi grazie alla loro semplicità. In paesi europei, soprattutto quelli occidentali, tendiamo ad avere paura e nasconderci, in Africa invece la gente è aperta, dice il regista.

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Nell’era dominata dalla tecnologia, l’animazione in cui vengono focallizati il disegno semplice e la musica (sempre composta su richiesta del regista), può essere una grande scoperta. Con i mezzi semplici si può arrivare al pubblico in modo più facile.

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