HOME CINEMA: "Il ritorno dei morti viventi"

Arriva in DVD il primo film da regista di Dan O'Bannon, oggetto filmico bizzarro e di difficile classificazione, a metà strada fra l'omaggio e la parodia della "Dead Saga" di George Romero. Distribuisce la Mgm.

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IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI


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(The Return of the Living Dead)


REGIA: Dan 0'Bannon


SCENEGGIATURA: Dan O'Bannon


PRODUZIONE: Tom Fox


INTERPRETI: Clu Gulager, James Karen, Don Calfa


DURATA: 87'


ORIGINE: Usa, 1985


DISTRIBUZIONE: Mgm Home Entertainment


FORMATO VIDEO: Dvd vendita (circa 10 euro)


DVD EXTRA: 2 trailers


AUDIO: Dolby Digital mono in italiano, inglese e spagnolo


SOTTOTITOLI: italiano, francese, spagnolo, olandese, polacco, inglese per non udenti, tedesco per non udenti


FORMATO: widescreen 1.85:1

Ricompare attraverso il mercato del DVD uno dei più strani esperimenti Horror degli ultimi vent'anni. Un film che segna il debutto alla regia di Dan O'Bannon, ex soggettista e sceneggiatore di cult fantascientifici come Dark Star di John Carpenter e Alien di Ridley Scott e che fin dal prologo stabilisce bene il perimetro nel quale si inquadra questa operazione. Voluto da John Russo e Russel Streiner, produttori dell'originale La notte dei morti viventi, il film è infatti una sorta di spin-off della trilogia (prossima quadrilogia) sui morti viventi creata da George Romero. E' un omaggio, ma anche una ricognizione sull'iconografia degli zombies moderni e sulla mitologia che connota i film del genere.


Il presupposto è tanto semplice quanto improbabile: gli eventi narrati da Romero nel suo capolavoro del 1968 erano ispirati a fatti veri, con qualche piccola variante: gli zombies erano il frutto di un esperimento sfuggito di mano ai militari che avevano creato un gas, la Trioxina, dando il via a una resurrezione dei cadaveri. E il danno si ripete, per incuria di due guardiani notturni di un obitorio nel quale si trovano alcuni fusti con il pericoloso miasma. Ma questi zombies sono diversi: parlano, non muoiono con il canonico colpo alla testa e soprattutto corrono, come nel sopravvalutato L'alba dei morti viventi, ma in modo meno esibito, meno presuntuoso, perché Dan O'Bannon preferisce non prendersi troppo sul serio.


La tecnica mostrata dal regista sa elevare quella che potrebbe essere una semplice parodia al rango di omaggio attento, ma irriverente, che riscrive la satira romeriana nel segno di un umorismo totalmente demistificatorio.

Nel far questo O'Bannon riesce a coinvolgere un pubblico poco incline alla riflessione politica come era quello dell'Horror anni Ottanta, che rifiutava la radicalità di capolavori quali Videodrome, La cosa o Il giorno degli zombi. Ma al contempo – e in questo ha assolutamente ragione Brian Yuzna – riesce a ricontestualizzare molte delle "figure retoriche" romeriane (l'assedio, il dilagare del contagio, la stupidità rozza dei militari) attraverso un'iconografia che si rifà perfettamente al tono "pulp" dei fumetti E.C. Comics. Ecco dunque un orrore fatto di corpi disarticolati, fango, splatter poco invasivo ma molto cartoonesco e toni narrativi grotteschi e sovraeccitati. Aiutato da un commento sonoro molto efficace, il film dispensa tagli da videoclip, collegando in questo modo l'estetica da fumetto a quella del cinema pop anni Ottanta. Proprio questa natura ibrida è però anche il limite di un film che, pur essendo interessante, perde il confronto con i progenitori e a tratti risulta irritante nel suo sfoggio di ironia e demisticazione del modello romeriano.


Peraltro il film è poco considerato dai fans del genere, che lo ricordano principalmente per il fatto di aver dato il via a una serie (con i capitoli 4 e 5 di prossima uscita) e per lo spogliarello di Linnea Quigley (reginetta dell'Horror di Serie B) nel cimitero.


Il DVD della Mgm sacrifica gli extra della versione americana (commento audio, featurette e galleria bozzetti di pre-produzione) lasciando agli spettatori italiani due soli trailer. In ogni caso i motivi di merito sono da ricercare nella buona qualità video, che permette di seppellire i ricordi della vecchia videocassetta CHV, afflitta da un printing molto scuro che rendeva incomprensibili le scene notturne e ridimensionava l'impatto cartoonesco dello splatter. Come operazione di catalogo è più che encomiabile.

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