I FILM IN TV – Film della settimana: REBECCA, LA PRIMA MOGLIE di Alfred Hitchcock

Con il suo primo film made in USA, Hitchcock regala al pubblico la sublimazione – totalmente british, cast, storia e regia  – gotica e straniante di un racconto di fine Ottocento (dal romanzo di Daphne Du Maurier) totalmente basato sul conflitto di personaggi. E' così che, in un colpo solo, l'autore riesce da un lato a calare la paura, la fascinazione terrorizzante, la drammatizzazione che l'hanno reso inimitabile in una storia che di suspence non è, facendone esplodere le paurose potenzialità; dall'altro a catturare proprio il carattere principale del racconto – l'abbondante materiale psicologico – per farne tesoro successivamente. E' in Rebecca, infatti, che troviamo per la prima volta riuniti dall'inquadratura vittima e carnefice: un viso terrorizzato, un altro terrorizzante e la sintesi che ne fuoriesce condensata in un'unica immagine.



Due Oscar nel 1941 (al film e alla fotografia, di Gorge Barnes) non bastano a raccontare la capacità di Hitchcock di delineare ancora una volta – tra ombre sui muri, stanze di case troppo grandi e una superba direzione degli attori – gli archetipi di stati d'animo universali. Un preludio lungo e avvolgente racconta il sogno – e Rebecca inizia proprio con un sogno della protagonista, a tirare dentro subito lo spettatore – d'amore tra il nobile Maxim de Winter e l'imminente sua sposa, che corre avanti apparentemente al di là del fantasma della prima moglie di Maxim, morta in circostanze misteriose. L'incubo, lentissimamente, si insinua nella vita della protagonista, progressivamente vittima della sottile violenza psicologica della governante di Manderley, ossessionata dal ricordo di Rebecca. Lo sguardo fisso di Mrs. Danvers, il modo di girare la testa e di impossessarsi dello spazio ne fanno un personaggio hitchcockiano a tutti gli effetti, mentre il mare che  sommerge l'inquadratura e sembra uscire dallo schermo ad allagare l'inquietudine accompagna l'insensibile trapasso alla seconda parte del film, che magistralmente inchioda e continuamente stupisce lo spettatore con una cadenzata serie di colpi di scena, verità e segreti incastrati l'uno nell'altro come scatole cinesi. Un'architettura che resiste al tempo e rende Rebecca, opera potenzialmente minore, godibilissimo a più di sessant'anni di distanza; claustrofobia, empatia immediata con i protagonisti e presenza mortale della prima moglie – da fantasma a realtà che muove le vicende – costruite ad hoc con mezzi scenografici e visionari (le inquadrature vuote del confronto tra Maxim e Lady de Winter sopra tutto) fanno il resto.


REBECCA, LA PRIMA MOGLIE di Alfred Hitchcock
con Laurence Olivier, Joan Fontaine, Judith Anderson
USA 1940 (125')
Venerdì 15 luglio ore 2:55 Raitre.

2 commenti

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    questo film..è veramente bello!!!all'inizio non ti attira tanto ma dopoooo ti affascina e ti lascia con il fiato sospesooo!!

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    secondo me, Alfred è stato veramente un bravissimo registraaa!!