Italy in a Day. Un giorno da italiani, di Gabriele Salvatores

Il problema , rispetto a Life in a Day, non è la mancanza di originalità. Salvatores dirige e supervisiona una tale quantità di materiale che, per forza di cose, non può essere omogeneo. Il problema riguarda più il rapporto di tutti questi filmati col tempo. Che trascorre cronologicamente, ma attraversa fugacemente quelle vite che il cinema, in un frame, può invece immortalare. Solo oggi in sala

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Non è Life in a Day, il film di Kevin MacDonald e prodotto da Ridley Scott. Eppure il format è pressocché identico. Quello era ambientato durante la giornata del 24 luglio 2010, Italy in a Day il 26 ottobre 2013. Non è un problema dei filmati mandati. In Life in a Day era proprio l'insieme che funzionava, mentre in Italy in a Day i singoli frammenti sembrano avere vita autonoma e non parlano tra loro.

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Oltre 44.000 filmati, 2200 ore di girato ambientati dalla mezzanotte di quel giorno fino a quella successiva. Brani di vita vissuta. Nascita, morte, speranze, rassegnazioni, passato e futuro Italiani di tutte le età. In tutto il paese e non solo. Gli italiani parlano e filmano anche da Shanghai, Los Angeles, New York. I momenti più comici si alternano a quelli più tragici. Video dove coloro che hanno partecipato hanno qualcosa da dire rispetto ad altri che invece hanno visto quella giornata come un gioco. Restano due frammenti. Una notte con due ragazi in una Modena notturna e un uomo anziano che dice: "Un altro giorno di solitudine, un altro giorno di silenzi". Forse alcuni momenti più intimi, potenzialmente più potenti potevano avere maggiore respiro. Dalla casa alluvionata, al testimone di giustizia. I legami con le persone, gli oggetti in una giornata che poteva essere speciale o come tutte le altre. 

Il problema non è la mancanza di originalità. Un progetto si può replicare anche infinite volte. E non è neanche un problema di valutare criticamente quali frammentano funzionano e quali no. Alla fine si ricorderanno più certi filmati di altri. Ma lì entra in gioco più la natura emozionale e la memoria piuttosto che la valutazione oggettiva. Salvatores dirige e supervisiona una tale quantità di materiale che, per forza di cose, non può essere omogeneo. Il problema riguarda più il rapporto di tutti questi filmati col tempo. Che trascorre cronologicamente, ma attraversa fugacemente quelle vite che il cinema, in un frame, può invece immortalare. Quello che era presente in Life in a Day. Probabilmente per questo lì si avvertiva quella compattezza rispetto alla frammentarietà di Italy in a Day.


Regia: Gabriele Salvatores

Distribuzione: 01Distribution

Durata: 75'

Origine: Italia/Gb 2013

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