“Niccolò Paganini? È Jimi Hendrix col violino!” – Incontro con David Garrett per Il violinista del Diavolo

David Garrett è a Roma per presentare Il violinista del Diavolo, pellicola diretta da Bernard Rose che racconta la storia del leggendario Niccolò Paganini. Il violinista tedesco, qui al suo debutto come attore, ha arrangiato anche la colonna sonora, e ha eseguito dal vivo, prima della proiezione, la versione originale del Capriccio n. 24 che rappresenta l’apice del virtuosismo e dell’eccellenza di Paganini. Il film esce nelle sale il 27 febbraio.

 

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Perché ha scelto Paganini?
Per chiunque studi violino Paganini è l’autore con cui ti devi confrontare per testare le tue capacità tecniche. Lui ha introdotto tante novità: il pizzicato con la mano sinistra, strutture armoniche e modulazioni sorprendenti, una velocità straordinaria nell’esecuzione. A parte ciò, Paganini per me è un’icona e poter lavorare con questi pezzi fantastici è stata una sfida ma anche un sogno.

 

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Quanto della storia raccontata nel film è verità e quanto invece mitologia?
Paganini è una figura su cui ci sono tante leggende. Lui non ha mai detto molto sulla sua vita per lasciare un’aura di mistero. È stato bravissimo dal punto di vista pubblicitario perché meno dici su te stesso e più crei curiosità. Nonostante nel film abbiamo giocato con quest’aspetto, abbiamo cercato di avvicinarti alla realtà, come quando Paganini si esibisce nella taverna e si rompono le corde del violino. Ci siamo documentati leggendo due delle più autorevoli biografie. Siamo stati realistici senza però spezzare l’aura mitologica che circonda la sua figura.

 

Nel film Paganini conduce una vita di eccessi in pieno stile sesso, droga e rock’n’roll…

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L’utilizzo di sostanze in quel periodo non aveva la stessa valenza di oggi. A volte si somministrava il mercurio per curare malattie trasmissibili come la sifilide. Ma creavano dipendenza e Paganini non ne poté più fare a meno. Era comunque una persona che amava la vita. Il mio obiettivo non è difenderlo, ma far capire che un artista attraversa momenti di grande gioia e di grande stress. Finché non si danneggiano gli altri e il risultato della tua opera non viene inficiato, per me si è liberi di fare ciò che si vuole.

 

Visto il suo repertorio rock, si considera comunque un musicista classico?
Mi considero un musicista classico perché questa è la musica che amo e con cui mi sento a mio agio. Qualche volta mi piace concedermi una “vacanza”, ma poi torno a “casa”. Per me sia la casa, la musica classica, che la vacanza, il crossover, sono importanti. L’importante è capire che quando suoni lo fai per un pubblico. Questo risulta normale per qualsiasi genere musicale, invece con la musica classica sembra che bisogna mantenere un distacco. Io non sono d’accordo e sono contento di avvicinare le persone, anche giovani, con i miei brani. Sentivo quindi il crossover come una necessità, allo stesso modo di Paganini che prendeva musica popolare e canzoni d’opera facendo delle variazioni, un po’ come si fa oggi.

 


Pensa di aver ereditato qualcosa da Paganini?
È difficile misurarsi con una figura così misteriosa. Ho arrangiato le sue partiture musicali ma non le orchestrazioni, che erano scritte da altri. È stata una sfida con me stesso, un confronto con Paganini sarebbe fuori luogo.

 


Il film rimanda al mito del Faust
Il detto “si è venduto l’anima al diavolo” è comune tra i musicisti di talento come Paganini. La gente non capiva come riuscisse a suonare in modo così straordinario e lui non smentiva mai le voci a tale proposito. Urbani poi ricorda la figura di Mefistofele e anche oggi è facile imbattersi in manager che si approfittano di te e sfruttano le tue capacità.

 

Come ha lavorato alle musiche del film?
Quando lavori a una colonna sonora quasi sempre vanno creati i temi per i personaggi. Per Urbani ho scelto, insieme a Franck Van der Hayden, l’Earl King di Schubert; Io ti penso amore l’abbiamo invece associato a Charlotte. Poi ho arrangiato i pezzi per violino originali perché le orchestrazioni di Paganini non erano all’altezza della squisitezza delle sue partizioni. Ho cambiato alcuni suoni e alcune musicalità affinché non sembrassero troppo datati.

 

La vedremo in altri film?
Questo è un progetto che sarà unico. All’inizio non dovevo interpretare Paganini ma lavorare solo alla colonna sonora. Poi mi sono chiesto se per un ruolo simile, dove la forza dell’immagine è fondamentale, sarebbe stato meglio avere un buon musicista che non fosse attore o un attore che non sapesse suonare il violino. Alla fine ho scelto le capacità musicali. Sono stato facilitato nella parte dal fatto che le cose che vedete nel film sono esperienze che ogni musicista incontra nel proprio percorso.

Un commento

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    …Film molto bello,il talento di Garrett è superbo,l'interpretazione di Paganini mi è piacciuta e lo trovo di una sensualità straordinaria!!!