#Venezia75 – Parigi tra il 1979 e il 2018. Mikhaël Hers e Flavia Castro in Orizzonti

David ha vent’anni, vive a Parigi e come quasi tutti i ventenni al giorno d’oggi tenta di allontanare il più possibile il tempo fatidico della scelta. Allora si destreggia tra lavoretti che gli danno l’impressione di vivere ancora un po’ la spensieratezza ormai andata. Solitario e dall’atteggiamento sognante, David si invaghisce della sua vicina di casa, Lena, appena trasferitasi nel quartiere.

Mentre il corso delle cose scorre tranquillamente per lui e per la sua favola amorosa, la brutale atrocità di questi anni lo colpisce. La sorella muore in un attentato e a lui viene affidato il compito di prendersi cura della sua nipotina di soli 7 anni, Amanda.

---------------------------------------------------------------------
APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

---------------------------------------------------------------------

E’ così che la sua adolescenza trascinata viene interrotta bruscamente.

Amanda è il nuovo film di Mikhaël Hers, regista di Memory Lane, che fu il suo primo lungometraggio  dopo tre mediometraggi selezionati tutti a Cannes, e Ce sentiment de l’été, film andato a Rotterdam nel 2016.

--------------------------------------------------------------------
I NUOVI CORSI ONLINE LIVE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------

E la trama sembra quasi avere qualcosa in comune proprio con quest’ultimo, Ce sentiment de l’été, che parte dalla morte improvvisa di una persona per poi dar corpo alle conseguenze e ai risvolti che la vita riserva ai cari investiti dal lutto. In qualche modo sembra che il regista si stia creando una sua poetica di stampo squisitamente francese capace di raccontare i drammi fulminei che la vita ci può palesare davanti.

Il film ha come interpreti Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Stacy Martin, Ophélia Kolb, Marianne Basler, Jonathan Cohen, Greta Scacchi.

Con Deslembro di Flavia Castro, anch’esso nella sezione Orizzonti, torniamo ancora una volta a Parigi, però questa volta facciamo un salto temporale indietro di una quarantina d’anni, nel 1979.

Deslembro è un opera prima fortemente autobiografica prodotta da Walter Salles, che racconta la storia di questa famiglia originaria del Brasile, che a causa dell’esilio politico del patrigno è espatriata in Francia. La protagonista è Joana, una quindicenne amante della letteratura e del rock, il cui padre è stato assassinato durate la prigionia sotto la dittatura militare, quando lei aveva solo sei anni.

Arriva il 1979, anno in cui il Brasile concede l’amnistia, così durante la notte i suoi fratelli, sua madre e il suo patrigno decidono di scappare per tornare nella terra che le ha dato i natali, Rio de Janeiro.

 

Entrambi i film ruotano intorno a Parigi in un ottica però opposta, nel primo, la città contraddistingue l’origine, la distruzione e la rinascita. Viene vista come il posto in cui si è vissuti fino alla catastrofe e in cui si è cominciato a vivere diversamente dopo di essa.

In Deslembro invece Parigi è il posto di fuga, la terra neutra dove poter stare tranquilli, il posto perfetto in cui rinascere, ma alla quale si viene strappati via per tornare ancora una volta nel caos precedente.