#Venezia75 – The ballad of Buster Scruggs. Incontro con Ethan e Joel Coen

L’antologia di racconti western dei fratelli Coen è l’ennesima produzione Netflix al Lido. Gli autori la raccontano insieme a Bill Heck e Tim Blake Nelson, del cast. In Concorso

Arriva al Lido The Ballad of Buster Scruggs di Joel e Ethan Coen, film in formato antologico che vede vari racconti in stile western susseguirsi l’uno all’altro, cambiando così di volta in volta plot, tematica e ambientazione.
I fratelli raccontano all’incontro con la stampa che queste storie sono state scritte distintamente nell’arco di venticinque anni senza sapere cosa farci, poi hanno deciso di metterle insieme per formare questo film. Non perché a loro non piacciano i cortometraggi, anzi si dicono amanti di qualunque tipo di film, ma purtroppo su di essi non c’è mercato. Hanno quindi pensato di accorpare questi racconti brevi in un unico film dato che tutte le storie rimanevano su un unico filone.
Il filone rimane ovviamente quello del western ma pare, riguardando il film nella loro interezza, che ci sia una digressione che scorre lungo i vari racconti, che infatti iniziano con un tono molto scherzoso ed esilarante tipico della commedia per andare di volta in volta ad assumere note più scure e cupe. I registi ammettono quindi l’esistenza di questa digressione dichiarando però che non sia stato fatto con questa specifica intenzione ma che posizionando ad istinto i racconti nel tempo filmico il risultato sia stato questo.
All’interno del film i racconti non mettono in scena solo un tipo di western ma spaziano all’interno del genere, tanto che hanno dichiarato non esserci un rimando a film precedenti che caratterizzano il genere (tranne per l’episodio con James Franco ispirato agli Spaghetti Western). Proprio queste continue variazioni di prospettiva hanno fatto perdere ai registi la collocazione del film all’interno di questo filone, come hanno detto loro: “Noi consideriamo il film in tanti modi, anche se è così finiamo quasi per definirlo un po’ meno un western“.
A riguardo dell’omogeneità dell’opera sono intervenuti invece gli attori: Bill Heck ha detto che sul set i fratelli Coen hanno una visione così chiara che si è avuto l’impressione di lavorare ad un insieme e non una piccola parte. Tim Blake Nelson invece ha aggiunto che a suo parere i Coen posseggono un estrema conoscenza del linguaggio filmico e della storia del cinema e queste due caratteristiche le sfruttano nei loro film per creare delle miscele meravigliose. “Ogni storia dal punto di visto narrativo ed estetico riguarda la storia del western”. Inoltre, in seguito, per rendere chiara al pubblico la loro precisione sul set ha raccontato che per la ripresa della scena iniziale del film in cui l’attore protagonista canta una canzone hanno dovuto cambiare location tre volte e di conseguenza sono serviti tre giorni. “Qualsiasi altro grande regista l’avrebbe fatta in un unico luogo ma è proprio questa meticolosità che fa si che loro siano così speciali”.
Un altro importante elemento del film di cui si è parlato è la musica, questo elemento infatti è stato molto importante per i registi che come un puzzle hanno creato una colonna sonora che fosse in grado di costruire un legame tra le storie e allo stesso tempo esaltasse ogni tipo di storia distintamente. La musica è stato quindi il collante, ovviamente tenendo conto che al variare dello stile sarebbe dovuta cambiare la musica.
Infine, come di consueto in questa edizione di Venezia, si è arrivati a parlare di Netflix, che ha prodotto e distribuirà l’opera, e a questo propositi Joel ha voluto esprimere un parere generale: “Queste sono società che producono film non mainstream, questo è importante ricordarlo. È un modo per non far morire quest’arte e più modalità ci sono meglio è”.

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