"White Bird in a Blizzard" di Gregg Araki: "una storia di formazione cupa e quasi goth". Foto e visita al set

White Bird in a Blizzard di Gregg Araki. Foto e visita al set 

Gregg Araki, un autore che negli anni ha consolidato uno stile personalissimo, un linguaggio riconoscibile, però mutante a ogni film: forse il regista che meglio sa dare vita a un immaginario adolescenziale sempre sull'orlo dell'abisso, in tutte le sue sfumature, tingendo di satira la rappresentazione di ragazzi smarriti ma non domati, veri e propri surfer del caos (Nowhere, lo psichedelico Doom Generation,The Living End, Totally Fucked Up) – dividendosi tra la profonda malinconia di Mysterious Skin (tratto dal bel romanzo di Scott Heim) e la comicità surreale quasi slapstick di Smiley Face.

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Eva Green in White Bird in a Blizzard di Gregg ArakiDopo l'ultimo Kaboom, presentato a Cannes 63, il regista metà giapponese, metà americano torna con White Bird in a Blizzard, ispirato all'omonimo romanzo del '99 di Laura Kasischke, poetessa e scrittrice già autrice di Suspicious River, storia sottilmente morbosa diventata un film non eclatante diretto da Lynne Stopkewich nel 2000. La sua prosa è stata definita "insieme lirica e agghiacciante" e per White Bird in a Blizzard è stato speso il nome di Joyce Carol Oates.

Il film, descritto dal regista come "cupo e angoscioso, quasi goth", ambientato tra gli anni '80 e '90 (epoca che si presta perfettamente a una splendida soundtrack shoegaze, come sempre nei film di Araki) è una storia di formazione, con protagonista una diciassettenne di provincia, Katrina Connors (Shailene Woodley, Paradiso amaro, The Amazing Spider-Man 2, The Spectacular Now). La sua vita finora è stata tanto soffocante e monotona, che Kat reagisce con insolita calma alla scomparsa di sua madre, Evie (Eva Green, Dark Shadows, Sin City – Una donna per cui uccidere) casalinga perfetta, ma anche donna bellissima e enigmatica.

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Shailene Woodley e Christopher Meloni in White Bird in a Blizzard di Gregg ArakiKat resta sola con un padre con il quale comunica poco (Christopher Meloni, Brevi interviste con uomini schifosi, le serie Oz, Law & Order: SVU e True Blood, lo vedremo in L'uomo d'acciaio e Sin City 2). L'assenza della madre è quasi un sollievo, ma nei suoi sogni, che diventano sempre più ossessivi e realistici, la donna grida, chiedendole disperatamente aiuto. Mentre scopre il sesso e il mondo, Kat dovrà comprendere che qualcosa di violento è accaduto…

Nel cast Dale Dickey (La promessa, Changeling, Un gelido inverno) Shiloh Fernandez (Cappuccetto rosso sangue) Angela Bassett (Strange Days, Attacco al potere) Gabourey Sidibe (Precious, Sette psicopatici) Jacob Artist (Glee) Colette Stone (Una notte da leoni 3) Mark Indelicato (Ugly Betty) Brenda Koo (The Bling Ring) e Sheryl Lee, la Laura Palmer di Twin Peaks: qualche anno fa Araki dichiarava di essere un grande ammiratore di David Lynch e di volersi ispirare ad opere altrettanto originali e libere quanto la celebre serie.

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Attualmente il film è in postproduzione (curata dai francesi di Why Not Productions) e non è esclusa un'anteprima a Cannes 66. La distribuzione internazionale è di Wild Bunch.

Intanto, nella nostra gallery ci sono le foto dal set e le immagini ufficiali; e ScreenSlam ci porta in visita sul set di White Bird in a Blizzard, dove ha intervistato Gregg Araki e la giovane protagonista:

 

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