Yesterday, di Danny Boyle

Convivono insieme le due anime di Danny Boyle e Richard Curtis. Che sembrano scontrarsi ma anche amalgamarsi in una strana, contraddittoria e affascinante fiaba.

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“Amico, sei decisamente Mozart e io sono Salieri”. Ed Sheeran che si tira indietro davanti alla nuova star che canta nuove hit come Yesterday, Let It Be, All You Need Is Love è un atto di riverenza. Nei confronti dei Beatles, del quale è stato sempre un grande estimatore. Ma soprattutto davanti a quelle canzoni. Che oggi appaiono ancora più irraggiungibili. Forse ci sono brani più belli, forse no. Però Yesterday è prima di tutto un film sull’immortalità. Un’altra escursione fantasy dopo il riuscito 28 giorni dopo. Che dopo un biopic come Steve Jobs, al momento il suo film più bello, si inventa stavolta un ‘finto biopic’ raccontato come se fosse vero. Poi entra in gioco Richard Curtis. Con i suoi magici voli temporali. Con le sospensioni strepitose di Questione di tempo, con l’euforia di I Love Radio Rock, con gli abbracci perduti e da ritrovare di Love Actually. Chi è il vero padre di Yesterday? Il regista o lo sceneggiatore? Perché qui sembrano convivere le loro due anime. A volte contrarie. Tanto da scontrarsi. E che a tratti si amalgamano in una strana, contraddittoria e affascinante fiaba.

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Jack Malik è un cantante che non riesce a sfondare. Sembra destinato a lavorare per sempre nel supermercato e ad esibirsi la sera davanti a poca gente. La sua migliore amica e manager Ellie, che lo porta sempre in giro con la macchina, lo incoraggia a non mollare. Una sera viene investito da un autobus durante un blackout totale. E dopo essersi risvegliato, scopre che i suoi amici non hanno mai sentito nominare i Beatles. Così Jack inizia a cantare le celebri canzoni del gruppo spacciandole per sue. E in poco tempo diventa una star. Ma il suo rapporto con Ellie, che è sempre stato fortissimo, entra in crisi.

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Ancora un’amnesia. Come in In Trance. Ma stavolta che è qualcosa di luccicante. Con l’intermittenza delle luci che si spengono della Tour Eiffel e del Cremlino durante il blackout. O anche con quell’illuminazione quasi da musical. Con Jack ed Ellie, con Lily James provvisoria Cenerentola reincarnata, ‘due per la strada’. Come l’inizio del rapporto tra Albert Finney e Audrey Hepburn nel grandioso film di Donen. L’intuizione decisiva di Yesterday è quella della rete che oggi può cancellare il passato. Quindi la Storia. Se ci cercano John, Paul, George e Ringo esce il Papa. E anche gli Oasis spariscono. Da quel momento il film, dopo un’inizio davvero sognante, quasi uno Stephen Frears che si incrocia con Peter Chelsom di Serendipity e Shall We Dance?, ha dei momenti comici davvero riusciti. Su tutti, quello in cui vuole far ascoltare ai genitori Let It Be ma viene continuamente interrotto. Oppure la prima volta che canta Yesterday e una sua amica gli dice: “Non è Coldplay. Non è Fix You“. Invece appare più debole la parte sull’ascesa alla celebrità di Jack (soprattutto tutta la parte ambientata a Los Angeles), la figura della sua manager cinica e anche il modo come cambia la storia tra Jack ed Ellie. Con Lily James che sembra incantarsi, fare sempre qualche espressione di troppo per esprimere felicità o delusione. Anche se poi c’è una nuova fiammata con i flash dei loro momenti felici.

E al tempo stesso gli incubi di Jack, interpretato da Himesh Patel – conosciuto per le serie tv EastEnders e Damned e qui al debutto al cinema – sono la materializzazione del peggior Danny Boyle. Quando mescola allucinazione e grottesco. Poi però rientrano in campo Richard Curtis insieme a John Lennon. E quello che può apparire un sacrilegio diventa ancora un intimo omaggio. Come se la Storia potesse, ancora per una volta, cambiare.

Può bastare una grande idea per fare un grande film? Probabilmente no. E Yesterday lo dimostra. Però può bastare per fare un buon film con alcuni momenti che ci portiamo dietro. Se è di Danny Boyle o di Richard Curtis, a questo punto non ce ne importa nulla. Ed è un cinema che conferma che oggi la musica è come la poesia. Quella bella si tramanderà nei secoli. “Un mondo senza i Beatles è un mondo infinitamente peggiore”. È una frase decisiva di Yesterday. E forse il primo ad essere d’accordo è proprio Ed Sheeran.

 

Titolo originale: id.
Regia: Danny Boyle
Interpreti: Himesh Patel, Lily James, Kate McKinnon, Ana de Armas, Ed Sheeran, Lamorne Morris, Joel Fry, Camilla Chen, Alexander Arnold
Distribuzione: Universal
Durata: 116′
Origine: Gran Bretagna, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3 (6 voti)
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