Yi Yi

Capolavoro di Edward Yang, un film di tempo e di attese che si dipana con la morbida leggerezza di una melodia comune e orecchiabile nel trascorrere semplice degli eventi

Tra un matrimonio e un funerale si consumano le storie parallele dei personaggi ritratti dal regista taiwanese Edward Yang in “Yi Yi”. Film di tempo e di attese che si dipana con la morbida leggerezza di una melodia comune e orecchiabile nel trascorrere semplice degli eventi. Perché la realtà è colta nel momento della sua trasposizione in racconto, gli avvenimenti dei singoli componenti di una famiglia, ci vengono offerti nelle parole che ognuno di loro offre alla nonna in coma, e con le quali cercano di tenere viva una comunicazione improvvisamente interrotta dalla malattia. Così si mescolano i punti di vista e il quotidiano è reso attraverso una segmentazione di situazioni, come a voler raccontare la realtà a partire dalle piccole cose che la circondano. Da questa alternanza nasce l’intreccio che sembra dividersi in due, avere due facce e due risvolti nell’acquisizione lenta ma costante di equilibrio e simmetria. Si procede per coppie in un crescendo di valori e proporzioni, moglie e marito, fratello e sorella, vita e morte, visibile e invisibile, fino a descrivere con esemplare semplicità un microcosmo pronto a farsi traccia di un disagio più grande.
C’è la malinconia che sconfina in un senso di profonda nostalgia e ci sono i rimpianti e i desideri irrealizzati, sottolineati dal gioco raffinato e gentile della luce e dell’ombra che si separano e si ricongiungono sotto gli occhi dei protagonisti. Armonia semplice che ricorda la perfezione del miglior Blake Edwards, dove tristezza e umorismo sono legati fin dallo sguardo. E di Edwards si riconosce anche il desiderio (e l’eleganza) di capovolgere il mondo, metterlo sottosopra per mostrare, finalmente, gli angoli che restano bui. Se ne fa portavoce il piccolo Yang Yang (i suoi occhi sono la splendida metafora del cinema di Edward Yang) che fotografa solo nuche per farci vedere la parte di noi che non vediamo mai.
Titolo originale: Yi Yi
Regia: Edward Yang
Sceneggiatura: Edward Yang
Fotografia: Wei-han Yang
Montaggio: Bo-wen Chen
Scenografia e musica: Kai-li Peng
Interpreti: Wu Nianzhen (NJ Jian), Issey Ogata (Ota), Elaine Jin (Min-Min), Kelly Lee (Ting-Ting), Jonathan Chang (Yang-Yang), Adrian Lin (Lili), Hsi-Sheng Chen (Ah-Di, Su-Yun Ko (Sherry),
Produzione: Shinya Kawai, Naoko Tsukeda
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 173’
Origine: Taiwan, Giappone, 2000

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