"Tu devi essere il lupo", di Vittorio Moroni
Un'opera prima che sorprende per la delicatezza con cui racconta il rapporto tra genitori e figli visto da una prospettiva insolita e originale e che mette in evidenza l'importanza della paternità al di là dei legami di sangue.

Un titolo, un destino. Il riferimento al lupo contenuto nel titolo dell'opera prima di Vittorio Moroni sembra richiamare direttamente le vicissitudini che hanno ritardato l'uscita del film nelle sale per circa un anno e mezzo. Il lupo, in questo caso, che il regista si è trovato ad affrontare è quello della distribuzione che non voleva proprio saperne di comprare un piccolo film che coraggiosamente parla del rapporto tra un padre e una figlia (ma non solo, come vedremo). In tutte le favole, l'eroe può superare l'ostacolo solo grazie al proprio coraggio e alla propria determinazione, così il regista e i suoi collaboratori costituiscono una società, la Myself, che grazie a una sottoscrizione tra amici e simpatizzanti raccoglie i soldi necessari alla stampa delle copie e del materiale promozionale. Come in ogni favola che si rispetti è imprescindibile la figura dell'aiutante (la Pablo di Gianluca Arcopinto) che dà il contributo decisivo per far sì che il film esca finalmente nelle sale. A parte le vicissitudini distributive, il film sorprende per la delicatezza con cui racconta il rapporto tra genitori e figli, visto da una prospettiva insolita e originale, che mette in evidenza l'importanza della paternità al di là dei legami di sangue. Da un lato c'è infatti Carlo, un giovane tassista che ha cresciuto da solo una figlia (che scopriremo non essere in realtà sua) ormai quattordicenne al quale è legato da un rapporto molto intenso che gli rende difficile avere altri legami affettivi, dall'altra c'è una madre che ha rifiutato la figlia appena nata ed è scappata a Lisbona per cercare di sfuggire i suoi tormenti esistenziali e che la necessità di fare i conti con se stessa riporta in Italia alla ricerca della famiglia abbandonata. Lo sguardo del regista restituisce il dolore della difficile scelta fatta dalla madre (il momento in cui la donna decide di tornare in Portogallo abbandonando per sempre la possibilità di conoscere la figlia è uno dei momenti più commoventi del film) senza rinunciare alla consapevolezza che spesso soltanto le scelte più difficili possono portare al superamento delle proprie paure e alla scoperta del significato della propria esistenza. I tre personaggi principali non hanno paura del lupo, accettano di vivere la loro vita al di fuori delle vie tracciate dagli altri e alla fine trovano tutti una loro felicità.
Regia: Vittorio Moroni
Interpreti: Ignazio Oliva, Valentina Carnelutti, Valentina Merizzi, Sara D'Amario Gianluca Gobbi,
Distribuzione: Myself Pablo
Durata: 95'
Origine: Italia, 2004
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