La formula è semplice, bastano una licenza da un videogioco conosciuto e un trailer con qualche scena ammiccante, che attiri l'attenzione dei fan. Nel mezzo un giocattolo anacronistico, deb
Un film che si guarda come un documentario e si vive come una tragedia, costruito con intenti didascalici ma incentrato sul parallelo tra la storia di una nazione controversa, come il Pakistan, e la s
Il terzo capitolo della saga di "Ginger Snaps" affascina per l'impatto visivo e l'esplorazione delle connessioni che legano carne e legami parentali, tanto da rendere l'intera storia una l
"Hey, Hey, Hey", tra il 1972 e il 1984, è stato l'intercalare del mitico Fat Albert che oltrepassa lo schermo: è la fantasia che entra e lotta nel reale, l'inganno che
Non importa se quello di Ballard è un film non del tutto riuscito, ci importa pensare, credere, che ci abbia lasciato liberi di penetrare nelle pieghe dell'esistenza, ricordandoci di dover
Un baratro che assume la forma di una bara. Il tracciato di morte è in questo "ameno" plongée patibolare che apre e chiude un noir che rispolvera le atmosfere poliziesche seven
L'ennesima occasione per rivisitare la storia dei generi ribaltandone i luoghi comuni, rimescolando le carte, lasciando svanire ogni tipo di originalità per ancorarsi al perfido gioco del s
Dentro "Hotel" regnano aree di serpeggiante inquietudine (ci verrebbe da dire a metà strada tra il Polansky di "Repulsion" e il Lynch di "Strade Perdute") che mettono alle strette i nervi, scuo
Film corale, leggero, accattivante, "Cose da fare prima dei 30" raccoglie la sfida - che la contemporaneità cinematografica sembra continuamente rinnovare - dei 'venti-e-qualcosa': un a
Da una grande tavola ad una piccola tavola, ma sempre a tavoletta... Un teen-movie adulto immerso nello sbucciante genere sportivo dello skateboard, ruvido come l'asfalto e smaltato come i fondi d
Quello di Kounen è un cinema che non lascia respirare gli spazi aperti del paesaggio messicano e non apre squarci emorragici nell'animo e sulle immagini, e in cui l'esistenza dello scer
Altalenante nel raccontare un passato nascosto nei silenzi dei personaggi e costretto a forza a rimanere nelle pieghe della sceneggiatura, la Auerbach distende un presente lineare, a tratti divertente
La parola, che è volontà, pensiero, progetto e astrazione, potrebbe bastare da sola a realizzare un impero, e di fatto è così, almeno per la macchina da presa di De Oliveir
Il film mette in scena una condizione esistenziale decisamente atipica rispetto a tanti film sullo stesso argomento: non riguarda l'orrore, la paura, l'atrocità di ogni conflitto, bens&
Romero sembra come appagato dal girare stesso e immerge lo scenario del quarto capitolo della saga in una notte carpenteriana, che avvolge la Terra in una patina di morbido classicismo. Riuscendo mira
Il film di Tommy O'Haver non ha la "concretezza" evasiva di un orizzonte illimitato, esposto alla trascendenza di un "altrove" mai visto e immaginato (solo) nei viaggi della me
Già dal titolo ci sono i segni di un film di un desiderio. Un desiderio im/possibile ma riproponibile attraverso le immagini d'archivio, quindi attraverso il cinema in un documentario che b
"La porta delle sette stelle" vive nelle scatole cinesi di una scoperta sempre rinviata, serrata tra le maglie di una sovrimpressione accecante che cortocircuita il passato nel presente producendo cor
In un crescendo in/verosimile di ricatti, violenze ed inganni, non bastano pochi elementi di thriller a contaminare un'orgia visivo-sonora utile al consumarsi di una vendetta vissuta come inelutta
Tutto è distrutto tranne una piccola gemma su un ramo secco, primissimo piano, la voce fuoricampo, come un Coro, dice che il futuro è l'uomo, che se l'uomo resiste con quello che
Una "febbre da cavallo" targata Usa drammatica e azzoppata, quella di Vitale. La sua opera non è né vincente né piazzata, una scommessa (come ogni film) che si perde dop
La qualità più importante di questo horror è che che vi si riporta alla ribalta l'ormai dimenticata supremazia del non-mostrato, sotto il segno di un uomo nero nella sua accez
Sulle tracce lasciate dai kurdi Nizamettin Ariç e Hiner Saleem, lo sguardo del regista israeliano non completa il giro, non è pronto a porre fine all'inganno: dinanzi alle sbarre si blocca
Doveva essere il ritorno alla regia per Alberto Lattuada. Il soggetto del film era suo, ma le condizioni di salute non gli hanno permesso neanche di cominciare il lavoro, passando il testimone ad Arca
Quella del film è una grande semplicità di narrazione catturata in una scorrevolezza semplice ed efficace. Molti i primi piani, molto il silenzio che scorre tra i dialoghi, sempre in bil
È un paese difficile da amare l'America cinica, perdente e smarrita raccontata da Spielberg - i tempi di Amistad e Il colore viola sono davvero lontani... -, questa land of the dead dove si
Tra cinema vagamente "Dogma" e sfumatamente indipendente. Non traspare però alcun bisogno di do(g)mare il cinema nel tetro di traiettorie geometriche che s'incrociano. Il regista,
Un film originale, ingiustamente penalizzato dal divieto ai minori che lo ha condannato alla quasi totale invisibilità, che si affranca dalle consuetudini della cinematografia nazionale e sfrut
Divertente horror grottesco di provenienza australiana, tenuto in caldo fin dal 2003, data originale d'uscita I fratelli Spierig, in completa autarchia, si divertono ad assemblare un omaggio senti
Da sempre alla ricerca di una formula produttiva in grado di accontentare un pubblico internazionale, Law Chi Leung riesce infine a trovare la via dell'esportazione. Peccato lo faccia con un prodo